Auguri dal Touring Club per voce del console Ceniti

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ceniti vincenzo, touring club, auguri, dino buzzati, natale, viterbo, etruria, tuscia, alto lazio, tesori d'etruria, 2012,VITERBO - Secondo una lodevole consuetudine, il Touring Club accompagna gli auguri di Natale con un libriccino denso di riflessioni attinte, di volta in volta, dal suo inesauribile giacimento bibliografico ed affidate a scrittori di rango che hanno fatto la storia della letteratura italiana.

"Stavolta nel pescato troviamo Dino Buzzati - sottolinea il console provinciale Vincenzo Ceniti - che firma nel 1948 per il primo numero della rivista mensile del Touring 'Le vie d’Italia' un articolo a dir poco sconvolgente dal titolo 'Grandezza e miseria dei viaggi'. Siamo da poco usciti dal secondo conflitto mondiale, la Costituzione è al sicuro e l’Italia si avvia a celebrare il suo 'miracolo economico'. Si annunciano abbattimenti delle barriere fra i vari Paesi, frenetiche accelerazioni nella velocità dei mezzi di trasporto, aumento dei consumi e il cosiddetto progresso delle comunicazioni dilagherà senza ritegno..."

 

"Ciò comporterà, annota Buzzati - prosegue il console prendendo spunto dall'articolo - il venire meno dell’essenza del primo fascino del viaggio che è la lontananza e il mistero. Bisognerebbe impedire che il percorrere la superficie terrestre diventi troppo facile. E prende ad esempio emblematico le sue Dolomiti, scenario di una feconda fanciullezza, le cui cime solitarie erano come silenziosi giganti che i nostri nonni non osavano quasi guardare. Ma il progresso non si arresta, conclude amaramente Buzzati, lo accetta ma non se ne compiace, specialmente se quei monti sono ridotti, con ingombranti impianti di risalita, a rango di ottovolanti da luna park".

 

"La lezione che lascia a noi contemporanei è amara: ogni tassello di paesaggio e di arte perduto - conclude Ceniti - in quanto irriproducibile, lo è irrimediabilmente per sempre. Tutto ciò contrasta, lo ammettiamo, con la voglia di crescita della mobilità da un capo all’altro della terra. A Natale, ma solo a Natale, permettetemi una crisi di coscienza di cui chiedo perdono al Bambino Gesù. Auguri!"

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