I vecchi cantori del Borghetto omaggiano la donna

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vecchi cantori borghetto, omaggio donna, libreria salici, viterbo, etruria, la tua etruria, tuscia, alto lazio, tesori d'etruria, cultura, 2013, quotidiano culturale, eventi, manifestazioni,VITERBO - Questo pomeriggio, domenica 21 aprile alle 17.30, ritornano alla Libreria dei Salici, in via Cairoli 35,  I Vecchi Cantori del Borghetto con lo spettacolo a tema “Chi dice donna …dice donna” un omaggio alla metà del mondo, con una selezione di canti popolari italiani.

I Vecchi Cantori del Borghetto ovvero Andrea Palmisano, bancario in pensione, chitarra e voce; Gian Luigi Bocchetta, architetto, chitarra e voce; Marcello Rondina, skipper, percussioni e voce, Guido Landucci, funzionario delle poste, salterio, chitarra e bouzouki.

Il gruppo, nato nel 1972 all’interno di una formazione corale costituita nel 1970, si è dedicato alla ricerca e all’esecuzione di musica popolare italiana e d’oltralpe e di musica antica, con particolare attenzione alla tradizione dei trovatori di lingua provenzale che operarono tra l’anno 1100 e 1250.

Ha avuto negli anni diverse configurazioni ma i componenti attuali sono sempre stati presenti e dal 2011, riunitosi di nuovo, dopo un periodo di silenzio, in occasione del centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia, hanno prodotto diversi concerti a tema e “ pervasi da sacro furore musicale non intendono più fermarsi”.

In “Chi dice donna… dice donna” propongono una scelta musicale di ventuno brani della tradizione popolare italiana, dal nord al centro al sud.
Alcuni canti in programma: ‘Fente la nane’ , musica dolce e testo poetico per una nenia montanara della Val Longarina; ‘La mia mama veul chi fila al lunes’ , contrasto tra madre e figlia, diffusa in Lombardia e in Val padana, ‘Bella che in testa c’hai na treccia bionda’, tema laziale della fine del ‘700; ‘Ninna nanna la malcontenta’, rivendicazione femminista ante litteram di tradizione toscana; ‘Angelarè’, lamento d’amore proveniente dalla Campania; ‘Il fior della Rosina’, canto narrativo tradizionale di origine laziale, databile intorno al 1500…
Il filo conduttore è l’esaltazione delle differenze tra uomo e donna, perché proprio da questo scontro incontro, citando Giorgio Gaber, si muove l’universo intero.

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