L'intervista - Michelini: "La cultura deve diventare economia"

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Torna in corsa dopo anni, è un esponente del mondo civile prestato alla politica oppure scelto dalla politica?

“Sono un esponente del mondo civile che decide autonomamente di mettersi in gioco per migliorare la cosa pubblica di una città, che è la mia città. Se poi la politica decide che questa persona è spendibile ben venga. Ho sempre vissuto senza politica, non mi  serve indossare una giacca di colore piuttosto che di un altro”.

Come giudica il fermento culturale di questa città?

"Un fermento sicuramente positivo che va strutturato e perfezionato, non si possono seguire soltanto eventi, peraltro interessanti, ma che rimangono eventi.

Va creato un progetto per declinare tutte le potenzialità che possiede questo territorio. Siccome io faccio l'imprenditore, non solo abituato a fare solo chiacchiere, ma alla parole faccio seguire fatti concreti. Quello che dico sono sicuro sarà possibile metterlo in pratica. Ho sempre vissuto in maniera autonoma e porto questa esperienza nell'amministrazione”.

Quali sono i suoi progetti nell’ambito culturale?

“Di una cosa sono certo: i miei progetti non andranno a scontrarsi con il patto di stabilità, saranno ad impatto zero per l’amministrazione, perché si tratterà di unire università, giovani ed Ente, portando avanti progetti che producono ricchezza. Penso al discorso degli incubatori di impresa del Bic, che si svilupperanno all'ex mattatoio. Inserendoci nel processo di start-up potremo favorire l'economia della cultura e l'economia del cibo e dell'agro alimentare. Non servono finanziamenti tolti al bilancio, per fare questo potremo beneficare di contributi europei, nati proprio per far sviluppare impresa. La cultura è un motore economico che deve servire, finalmente aggiungo, un territorio come il nostro, ricco di archeologia, storia, bellezze naturali. Inoltre dobbiamo aprirci alle possibilità informatiche, tutto è utile per far emergere le nostre economie nascoste: da qui nasce il mio motto, Viterbo impresa possibile”.

Come si pone rispetto al Plus?

“Il Plus è un appalto concorso, ora aspettiamo che le ditte facciano i progetti esecutivi, e credo che in futuro ci sia modo di ridurre l'impatto ambientale nel rispetto di un luogo unico nel suo genere, come Valle Faul, una valle medievale che si incunea nella città. Per esempio, quel parcheggio a raso, presente ora, va decisamente migliorato”.

Un messaggio agli elettori:

“Viterbo come impresa possibile significa Viterbo che riesce ad acquistare una sua dimensione di città importante, fondamentale nella Tuscia, e acquisire economia diffusa, in modo di guardare con speranza al futuro”.

Teresa Pierini

 

Leggi le interviste precedenti:

Marini

Santucci

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