L'obiettivo di Galli alla terra che ama: Palanzana, ritratto n. 1

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Da oltre dieci anni Francesco Galli progetta e svolge una serie di campagne fotografiche sui paesaggi del territorio della provincia di Viterbo. Le ricerche di volta in volta si focalizzano su alcuni temi e aspetti offerti dagli ambienti naturali e antropizzati della terra dove vive.
Tra queste si possono ricordare: “Le città perdute” (2002 – 2005), un’indagine sugli antichi centri abbandonati dell’Alto Lazio come Ferento, Castro, Montecasoli, Celleno Vecchio, Piantorena, Corviano ed altri; “La Teverina e il vino” (2005 – 2006), vigne, cantine, luoghi e attività legate alla viticoltura nella Teverina viterbese; “Tra acqua, terra e luce” (2007 – 2009) un lavoro sul rapporto tra terra e mare a Montalto di Castro; “I giardini paralleli” (2010 – 2012) un’ampia documentazione sui gradini storici e contemporanei della Tuscia.

L’interesse di Galli dalla primavera 2013 si è volto alla Palanzana, un rilievo a ridosso di Viterbo alto circa ottocento metri, di origine vulcanica e appartenete al sistema montuoso dei Cimini.

 

Questa montagna da tempi antichissimi ha offerto alle collettività che hanno occupato le aree limitrofe sia beni materiali come legno, pietre di peperino per edificare, cacciagione, sorgenti d’acqua sia la possibilità di proteggersi e isolarsi. Attraverso una pratica, quanto simbolica ascesa, la Palanzana ha dato la possibilità di distaccarsi dalla vita quotidiana della sottostante città, contemplare la natura e dialogare con se stessi.

La mostra osserverà i seguenti orari: domenica 15 e domenica 22 settembre ore 10-13 e 17-20; da giovedì a sabato ore 17-20. L’ingresso è libero.

Per informazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Tel. 339.6788553 e 347.2617678

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