Al museo di Bolsena emergono storie di amicizia tra Usa e Italia

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Era il 15 gennaio del 1944 e un B-17 partito da Foggia arrivava nel centro Italia, in rotta con altri 37 aerei per una missione di bombardamento su Certaldo (Firenze).

Giunto su Perugia viene danneggiato dalla contraerea tedesca, lascia la formazione e, continuando a perdere quota, tenta di rientrare alla base, liberandosi del carico di bombe si avvicina alla Tuscia.

Ormai braccato dai tedeschi, l'equipaggio del comandante William Pedersen si lancia con il paracadute. Sei dei militari americani riescono a fuggire e si nascondono proprio nel viterbese, mentre, questo lo possiamo ammettere oggi, l'aereo cade nel lago.

A distanza di anni, nel 2012, durante un'immersione viene notata la torretta, che riporta anche l'etichetta con varie cifre e numeri. Ma l'indizio che fa identificare esattamente il mezzo e il suo equipaggio è una scritta a mano, con vernice, che riporta un nome: Ileen Lois. E' la moglie del mitragliere situato nella torretta, e grazie alla sua identificazione si può rintracciare la storia dell'intero equipaggio, dei sei scappati nelle campagne viterbesi ma anche dei quattro fatti prigionieri. Alla fine della guerra tutti rientreranno salvi in Patria.

L'impegno a rintracciare le tracce, fatto in questi anni da Mario Di Sorte e Massimiliano Bellacima, ha permesso questa giornata di festa, a settant'anni di distanza, alla presenza dei familiari dei marines e di chi li ha aiutati nel 1944, tra cui l'arzillo Guerrino, giunto alla cerimonia da Canepina. Presenti anche le autorità civili, prefetto Scolamiero, vice presidente della provincia Equitanti, sindaco Dottarelli, il primo cittadino di Caprarola Stelliferi, e molti assessori e consiglieri di altri Comuni, e autorità militari italiane che americane.

Ringraziamento da parte dell'ufficiale Usa, che ha ancora una volta sottolineato l'amicizia e la vicinanza tra America e Italia; parole commosse da parte di Bellacima e Di Sorte, che con questo progetto hanno conosciuto storie e persone meravigliose; grande soddisfazione per il sindaco Dottarelli, e per il direttore del museo Pietro Tamburini.

b17, aereo, americano, usa, abbattuto, torretta, rinvenuta, acque, lago, bolsena, prigionieri, salvati, famiglie, viterbesi, viterbo, etruria, la tua etruria, tuscia, alto lazio, tesori d'etruria, cultura, 2014, quotidiano culturale, eventi, manifestazioni, eventi culturali viterbesi,Emozionante il racconto di Guerrino, che ricorda quella sera d'inverno del 1944, quando un militare bussò alla loro porta. Era poco più che un ragazzo ma insieme alla famiglia gli diedero accoglienza, raccomandandosi di nascondersi, di non uscire mai, perché le campagne erano battute da tedeschi e fascisti. Per otto giorni riuscì a resistere nascosto, un mattino poi non lo trovarono più, voleva tornare a Foggia, la caserma da cui era partito alla volta del centro Italia. Non seppe più nulla di Joseph B. Townsend, questo era il nome del militare americano, poi tornato in Patria. A ricordarlo le figlie, perché purtroppo Joseph è venuto a mancare lo scorso settembre, che dopo aver sentito per anni i racconti del padre, hanno abbracciato l'uomo che gli salvò la vita.

Le due donne, insieme a tanti altri americani, hanno reso internazionale il museo di Bolsena, per una giornata di festa veramente speciale. Da oggi la torretta è a disposizione dei visitatori, che potranno leggere la storia della rocambolesca fuga dei militari americani nei boschi viterbesi, ammirare cimeli del tempo e vedere da vicino un reperto storico appartenente alla Seconda guerra mondiale.

Teresa Pierini

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