Realtà, vita, illusione: La grande magia di Eduardo al Bianconi

PDFStampaE-mail

la grande magia, eduardo de filippo, compagnia, la rive guache, teatro bianconi, carbognano, stagione teatrale, cartellone, viterbo, etruria, la tua etruria, tuscia, alto lazio, tesori d'etruria, cultura, 2014, quotidiano culturale, eventi, manifestazioni, eventi culturali viterbesi,CARBOGNANO - In onore di una tradizione ormai consolidata torna al Teatro Bianconi il grande teatro di Eduardo De Filippo, autore sempre presente nelle stagioni teatrali viterbesi. Questa volta l’appuntamento di oggi pomeriggio, domenica 23 febbraio alle 17 è per uno dei testi meno conosciuti e rappresentati del grande drammaturgo napoletano :”La Grande Magia”. L’impegnativo testo è  presentato dalla compagnia romana La Rive Gauche (già numerose volte apprezzata ospite del teatro dei Cimini) con la regia di Enzo Ardone che guida una nutrita compagnia di bravi attori: Ciro Siesto, Carmelo Savignano, Antonella Rebecchi, Paolo Formiconi, Paolo Franzini, Marta Tramontana, Alessandra Cinelli, Anna Astengo, M. Rosaria Rebecchi, Elio Bruni.

Era il 1948 quando la penna del genio de Filippo concepì “La grande Magia”, commedia in tre atti che, strutturata cerebralmente sulle tematiche pirandelliane, regala momenti di amara e ironica riflessione sulla vita, sulla fede e sull’illusione. Lo stesso Eduardo rinchiuse tutto il significato del suo lavoro in queste parole: «La vita è un giuoco, e questo giuoco ha bisogno di essere sorretto dall'illusione, la quale a sua volta deve essere alimentata dalla fede. Ed ho voluto dire che ogni destino è legato al filo di altri destini in un giuoco eterno: un gran giuoco del quale non ci è dato di scorgere se non particolari irrilevanti».

Il tema sostanziale de La Grande Magia è il rapporto tra realtà, vita e illusione: il Professor Otto Marvuglia fa “sparire” durante uno spettacolo di magia la moglie di Calogero di Spelta per consentirle di fuggire con l’amante, e fa poi credere al marito che potrà ritrovarla solo se aprirà con totale fiducia nella fedeltà di lei la scatola in cui sostiene sia rinchiusa. Alla fine la donna ritorna pentita, ma il marito si rifiuta di riconoscerla, preferendo restare ancorato all’illusione di una moglie fedele custodita nella inseparabile scatola.

Eduardo torna, così, in questo testo a riflettere su quanto nel teatro si “viva sul serio quello che gli altri recitano male nella vita”, ossia su quante siano le convenzioni che dettano il nostro vivere quotidiano: attribuzioni di senso condivise che rendono “reale” ciò che altro non è che frutto di un tacito accordo tra individui disposti a credere nella medesima illusione. E così ognuno nella vita, come nella scena, si trova a recitare il proprio ruolo e ad avere fede in ciò che più ritiene opportuno nella cieca illusione di detenere la verità a differenza di quanto accade in teatro ove si è più avvedutamente consapevoli dell’assurdità di questa presunzione. Un Eduardo cinico e disincantato quello che scrive La grande magia,che ci consegna l’immagine di un’Italia immobile, prigioniera di circostanze immutabili; un Paese che si lascia scivolare in un insensato autoinganno

A ridare voce oggi a questa saggezza è Enzo Ardone che riporta in scena questo testo denso e articolato che, come sempre accade con Eduardo, è ancora attualissimo e foriero di nuove riflessioni. E la magia riesce anche a Ardone che per più di due ore porta per mano gli spettatori in questa complessa riflessione potendo contare su un buon gruppo di interpreti.

Un’altra “gemma” del ricco cartellone del Teatro Bianconi che sta riscuotendo un incredibile (visti i tempi) successo tra un variegato pubblico che giunge nel piccolo centro dei Cimini non solo da tutta la nostra Provincia ma anche da quelle limitrofe attratto dalle proposte di rilievo della stagione e dalla calorosa accoglienza del dinamico teatro viterbese.

Successo che domenica scorsa, in occasione dello spettacolo di Michele La Ginestra, ha conosciuto il suo apice stagionale con un teatro strapieno e decine di persone purtroppo rimaste deluse fuori del Teatro Bianconi al limite della sua capienza. Un successo che, insieme alle calorose ovazioni del fortunato pubblico che ha assistito allo spettacolo, ha convinto l’attore romano a replicare il suo “Ti posso spiegare” sabato 8 marzo alle ore 21.00. Una seconda chance di gustoso e intelligente divertimento senza facili volgarità per il pubblico viterbese assolutamente da non mancare.

Per informazioni e prenotazioni si può consultare il sito internet www.teatrobianconi.it o telefonare ai numeri 0761 613695, 340 1045098.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna


Anti-spam: complete the taskJoomla CAPTCHA