L'Opera in progress di Capaldi a Palazzo Farnese

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palazzo farnese, caprarola, rinaldo capaldi, mostra, CAPRAROLA – E’ stata inaugurata la mostra delle ultime realizzazioni di Rinaldo Capaldi “60: Opera in progress - mutazione fisica” organizzata dal comitato provinciale dell’Associazione italiana cultura e sport, che si terrà fino all’8 luglio, presso le Scuderie del Palazzo Farnese.

“Rinaldo Capaldi ha voluto con questa mostra proporre un nuovo modo di fare arte – spiega Raimondo Chiricozzi - non più soltanto opera realizzata dall’artista che la espone alla visione collettiva, ma opera sociale: scultura sociale, appunto. Capaldi invita i visitatori-spettatori a comporre loro stessi un’opera, collocando i tasselli al posto giusto che lui ha precedentemente indicato”.

Ogni cosa al suo posto, ognuno al suo posto. L’opera prenderà  forma  sulle sue indicazioni. Questo è il risultato se tutti coloro che hanno in mano il tassello rispetteranno pedissequamente l’impegno assunto.

“Nel  gioco coinvolgente sta, a mio parere, l’operazione culturale, scaramantica che l’artista esplicita. Egli vorrebbe ci fosse la partecipazione di tutti – aggiunge il presidente dell’associazione - alla costruzione sociale di un mondo diverso. Attraverso la esatta collocazione di una parte dell’opera, un vetrino, invita alla riflessione sul ruolo giusto che si renderebbe necessario, per la costruzione di una società di uomini liberi e non di spettatori-consumatori. Chiede ad ognuno di noi di tornare a vivere e credere, ognuno con le proprie diversità, partecipando  alla costruzione sociale del mondo; non vuole una partecipazione ingenua, acritica, ma consapevole, perché vorrebbe si comprenda quanto l’essere umano, credendo di possederla, abbia rinunciato alla sua  individualità e creatività, che sono alla base della libertà. In questo particolare momento che vede l’individualismo trionfare in tutte le sfaccettature della vita, le persone ormai divenute zombie, le istituzioni zombie, cosa possono ormai produrre per il bene della società? Collettivismo e individualismo, sebbene opposti e diversi, non sono forse approdati alla stessa meta, la sottrazione della libertà? Cosa resta all’umanità dopo il crollo delle ideologie che hanno caratterizzato il secolo scorso? La corsa frenetica che caratterizza  il tempo dell’individuo trasformato in consumatore durerà ancora a lungo o sembra giunta al termine? Le scelte che l’umanità ha nuovamente di fronte sono sempre le stesse, ora più evidenti. Se non si vuole  continui l’opera melmosa e dilagante, del “Grande Fratello”, che a tutto pensa e pensa per tutti, carica di oppressione e negazione della libertà, l’individuo deve divenire finalmente cittadino e quindi partecipe della costruzione della società. Questi sono gli interrogativi – conclude Chiricozzi - che a me sembra siano celati nella intelaiatura programmata dell’operazione culturale del gioco dei vetrini che Capaldi propone”.