Vince "Gloria" di Ascenzi: porterà la devozione dei fedeli

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E nel momento forse più lontano dall'amministrazione comunale, in quarant'anni di storia del Sodalizio, è di nuovo un facchino, nonostante sia ex da qualche anno è un titolo che non si perde mai, a fare da trait d'union: Raffaele Ascenzi. Per la seconda volta sarà lui a firmare il monumento più atteso e ammirato dai viterbesi, dopo Ali di luce, la prima che spezzò la tradizione, ora un ritorno all'origine, con Gloria, una macchina che veste volutamente i panni del monumento, fatto di gesso, marmo, un omaggio alla maestosità e soprattutto allo sforzo compiuto dai cavalieri di Santa Rosa.

E' la notizia che in un attimo fa il giro della città, tra le centinaia di persone ammassate negli stessi corridoi di via Garbini. Un ammassamento che doveva essere evitato, perché se già alla verifica dei bozzetti si era notato quanto la stanza al quinto piano fosse piccola, oggi è diventata lillipuziana.

Prima delle 16 la coda delle persone, divise tra architetti autori dei progetti, amici, stampa e curiosi, arrivava lungo il corridoio e poi giù per le scale fino al terzo piano. Una situazione che ha esasperato gli animi e sottolineato,se ce ne fosse bisogno, quanto fosse poco opportuna la scelta, irrispettosa di chi ha lavorato, la commissione, e chi doveva essere presente per lavorare, la stampa.

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Tornando alla notizia più attesa, il dirigente Menghini poco dopo le 16 ha aperto la busta del vincitore, associando il progetto al suo nome e sopratutto all'ideatore. Appoggiato alla porta, stretto alla moglie, c'è Raffaele Ascenzi, immedatamente allertato all'ascolto del motto, "Gloria", la sua Gloria "la dedico a mia moglie, ai figli e a tutta la città" le sue prime parole. La busta anagrafica non ha fatto che confermare la vittoria, a lui l'onore di rappresentare la città la sera del 3 settembre, un premio di 12mila euro, e il difficile ruolo "politico" tra il Comune e i Facchini.

Prima con 90 punti, e una motivazione che ne riconosce il senso della storia con l'introduzione del tema gotico; seconda classificata "Rosa nel cuore", ferma a 85 punti, di Eleonora Pietrini, ideatori Federico Ciatti e Gianluca Di Prospero, che bissa il secondo posto, come 6 anni fa, con 5mila euro come premio di consolazione e una motivazione che ne riconosce lo stile inusuale; il progetto capitanato da Tiziano Grossi, con Vincenza Ficulle e Danilo Belella, terzo, ad 82 punti, "Nell'incanto del suo percorso di fede", con assegno da 3mila euro e i complimenti per l'idea innovativa, che esula da quanto visto finora.

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Gloria, che i viterbesi vedranno sfilare per le vie dalla città dal 2015 al 2019, ha un forte legame con il passato, con la storia, come confermato dalle parole dello stesso architetto: "E' una macchina per i Facchini, per la città, una boccata di storia. Spero di aver riassunto quattro secoli di vita e soprattutto di aver riportato al centro della festa tradizione e sentimento. Gesso, marmo, una scultura di pietra che trasmetta stupore e gloria, macchina di santa rosa, raffaele ascenzi, bozzetto, vincitore, 2015/19, tradizione, gotico, sforzo, facchini, trasporto, fatica, simbolo, viterbo, etruria, la tua etruria, tuscia, alto lazio, tesori d'etruria, cultura, 2015, quotidiano culturale, eventi, manifestazioni, eventi culturali viterbesisoprattutto la complessità del Trasporto, il peso sulle spalle dei cento uomini che la portano. Spero che questa Macchina possa portare la pacificazine tra amministrazione e Sodalizio, perché dovremo lavorare in sinergia, solo così la renderemo bella e vivremo insieme il clima sereno che serve per la festa di Santa Rosa".

Gloria è completamente bianca, con ripetuti tratti gotici che ricordano l'urna che custodisce il cuore di Rosa, quel reliquario venuto dalla Polonia, riconosciuto come tale da San Giovanni Paolo II, e che oggi si appropria completamente della città, diventandone il monumento simbolo. Alla base quattro facchini, idealmente angelici, che sostengono lo sforzo; ad ogni livello il progetto si ripete, con una diminuzione del 90%. Sopra i facchini una vasca, ispirate alle fontane viterbesi, che conterranno, chiusi in una scatola, tutti i pensieri e le intenzioni dei fedeli, raccolte durante l'anno dalle suore. Un particolare non ancora comunicato al monastero, ma che sarà sicuramente ben accolto perché riporta la religione al centro della festa dedicata alla piccola Rosa. Tecnicamente Gloria sarà realizzata in modo avveneristico, con materiali quali poliuretano espanso, per gli angeli in 3D, vetro resina e quant'altro sarà necessario per realizzarla.

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Ascenzi promette di presentare subito il progetto tecnico, e permettere così al Comune di bandire la gara per la realizzazione, quella dedicata al costruttore.

Teresa Pierini

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