VITERBO - Orgoglio Dear Jack: la band made in Tuscia, dopo l'articolo su Il Giornale, si confessa a tutto tondo su Vanity Fair, quasi una risposta a chi criticava l'ultima apparizione radiofonica in cinque e ai tanti tweet e post letti qua e la.
Occasione è il ritiro preconcerto nella sala di registrazione del produttore, a San Gimignano, da dove, ormai rilassati per la nuova unione ritrovata con Leiner, si torna a parlare di passato ma soprattutto di futuro.
"La band è come un branco, un patto di sangue tra persone che condividono la musica e la vita", una frase mutuata da un documentario degli U2 e fatta loro. E' il gruppo, il clan che conta, l'importante è stare insieme, suonare e guardare avanti.
Impossibile però non tornare su quanto accaduto con Alessio Bernabei e sulle critiche più feroci che escono dai social: aver scelto un nuovo cantante, anche se fino a poco prima criticavano che Lorenzo avrebbe preso quel posto, aver mantenuto il nome Dear Jack, addirittura osare cantare le vecchie canzoni, come se di questo ci fosse già prova, o peggio se già illustri formazioni, vedi Pooh o Matia Bazar, non avessero fatto altrettanto.
Veleni che ancora rendono poco respirabile l'aria intorno alla band, ma che si spera termineranno definitivamente il 26 novembre, con il concerto all'Alcatraz di Milano, dove finalmente parlerà la musica."La promessa fatidica #persempre insieme non è stata rotta. Il nome, è vero, lo aveva scelto Alessio, ma Dear Jack siamo tutti noi e siamo ancora insieme. E abbiamo solo trovato qualcuno che non è solo bravo a cantare e suonare - confessano sulle pagine di Vanity Fair - ma dà anche un valore aggiunto 'umano' alla formazione". E ancora: "È stato triste ammettere che non andavamo più d’accordo su niente, dalle posizioni sul palco ai pezzi, alla conduzione delle interviste. Non sappiamo se lui già da prima avesse intenzione di intraprendere un percorso personale: ma è un one man show, e artisticamente si valorizza meglio da solo". Ultime parole tombali prima di tornare al domani.
Nuova musica, su cui stanno lavorando, nuove posizioni nelle foto, così tanti esperti di semiotica potranno sbizzarrirsi ancora sull'importanza dei posti assunti, e tutte le attenzioni per Leiner Riflessi, talento uscito da XFactor, giovanissimo, che si vedeva tanto piccolo rispetto a loro ma è arrivato al primo appuntamento con tre ore di ritardo, con due genitori preoccupati dei suoi studi e del sogno infranto, almeno per loro, di vederlo dentista. Nel suo futuro c'è la musica da condividere con quattro nuovi fratelli un po' matti, che non hanno perso la voglia di divertirsi e suonare insieme, #persempreinsieme.
Teresa Pierini