VITERBO - Nei giorni scorsi, la campagna promozionale dello Special televisivo “Secrets of the Mona Lisa” condotto da Andrew Graham-Dixon per la BBC (trasmesso in prima assoluta il 9 dicembre su BBC2 ), ha monopolizzato la stampa internazionale rivelando al mondo la ricostruzione/simulazione grafica dell’ immagine della seconda Monna Lisa, nascosta sotto la superficie di quella del Louvre, che l’ingegnere francese Pascal Cotte ha ricavato dalle sue ricerche decennali sul quadro più famoso del mondo.
Adottando una tecnologia di sua invenzione, la L.A.M. ( Layer Amplification Method) messa a punto per il laboratorio parigino Lumière Technology, di cui Pascal Cotte è socio fondatore insieme a Jean Penicaut, è stato possibile per Cotte, dopo aver scansionato la Gioconda nel 2004, con la sua speciale telecamera, raccogliere una mole impressionante di immagini che hanno permesso di ricostruire ‘strato per strato’ le tracce che Leonardo da Vinci ha lasciato dentro la superficie pittorica.
Sono stati trovati da Cotte almeno tre altri abbozzi di ritratto femminile dei quali il più compiuto è quello ricostruito graficamente dall’ ingegnere francese. Per lo special della BBC, Cotte ha chiesto alla specialista viterbese di Storia delle acconciature e del costume rinascimentale italiano Elisabetta Gnignera di spiegare al pubblico le caratteristiche storiche della sua scoperta e di supervisionare la ricostruzione delle vesti e della acconciatura, così come emerse dalle sue analisi multispettrali (a diverso spettro luminoso) e secondo la sua propria ricostruzione grafica, che ha consentito ad Elisabetta Gnignera di portare letteralmente in vita la giovane 'Monna Lisa' interpretata dall'attrice italiana Eleonora Siro, scelta dalla studiosa viterbese per via della somiglianza con l’immagine prodotta da Cotte.La collaborazione scientifica di carattere strettamente riservato tra Elisabetta Gnignera e Pascal Cotte circa le sue ricerche sulla Gioconda del Louvre, risale al 2012; da allora ad oggi, centinaia di immagini sono state congiuntamente analizzate, da Cotte e da Gnignera per quanto riguarda l’abbigliamento, fino ad arrivare alla ricostruzione grafica da parte di Cotte, di un ritratto femminile che, secondo gli studi compiuti dalla specialista di Storia del costume, appare perfettamente coerente con una silhouette fiorentina dei primissimi anni del Cinquecento e dunque compatibile con l’ipotesi di un possibile ritratto della fiorentina Lisa Gherardini, moglie dell’agiato mercante di sete Francesco del Giocondo. In quanto ai colori delle vesti, sono stati scelti in base ai pigmenti che Cotte ha riscontrato, in particolare un pigmento grigio-verde per il corpo della veste, mentre per le maniche si è adottato un colore ocra chiamato al tempo ‘lionato’ ossia il colore del pelo del leone.
Nel corso dell’intervista, Elisabetta Gnignera ha spiegato anche come Leonardo sia passato, nelle vesti, da un’immagine spiccatamente fiorentina contemporanea, simile al ritratto di Maddalena Doni, databile al 1506 ca. ad una immagine finale, osservabile nella Gioconda del Louvre, del tutto idealizzata attraverso elementi di costume, quali il drappo ritorto appoggiato sulla spalla, che la tradizione figurativa rinascimentale desume da quella greco-romana quale attributo di Venere generatrice, e passato poi nel Quattrocento a connotare virtù quali: Pudicizia, Castità ma anche figure simboliche quali Fede e Giustizia.
Per ora i dati più significativi di questa sua collaborazione tra Elisabetta Gnignera e Pascal Cotte sono confluiti nel volume di Pascal Cotte “Lumière on the Mona Lisa: Hidden Portraits”, appena pubblicato, e in parte, appunto, nel suo contributo per lo Special televisivo Secrets of the Mona Lisa.
allegato Foto3: l’Ing.Pascal Cotte e l’attrice italiana Eleonora Siro in veste di giovane Monna Lisa sul set.
allegato Foto4: la studiosa viterbese di Storia delle acconciature e del costume rinascimentale Elisabetta Gnignera e l’attrice italiana Eleonora Siro in veste di giovane Monna Lisa, sul set.