Gli "indesiderabili" dei Pomeriggi Touring: Bonafede Mancini racconta gli Ebrei

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L'incontro permetterà non solo per conoscere alcuni capitoli di storia del Cinque-Seicento, quando molte comunità trovarono rifugio in alcune città di confine nord del Patrimonio di San Pietro in seguito alle espulsioni dallo Stato della Chiesa.  
Ma anche e soprattutto per saperne di più su queste popolazioni che non hanno mai avuto pace, con mille ostacoli al loro inserimento nelle dinamiche sociali e civili dell’Occidente europeo, e che hanno dovuto sempre lottare contro il pregiudizio e le malversazioni. Lo Shoah ne è il momento più drammatico ed emblematico.

Ed è proprio su questo filone di “indesiderabili” che si dipana il racconto dei “Pomeriggi Touring” di quest’anno giunti alla ottava edizione. Nella prima conferenza del gennaio scorso si è parlato di Africani, Saraceni, Corsi. Nei prossimi mesi si parlerà anche di Albanesi e di comunità di agricoltori provenienti da altre regioni per bonificare le nostre terre.

 

Bonafede Mancini, docente di Storia e Filosofia al “Ruffini” di Viterbo, è un attento studioso sulle comunità ebraiche presenti nel nostro territorio tra il XVI e il XVII sec. Ci ricorderà che nel Cinquecento anche Viterbo ospitò alcune famiglie semite che occupavano le zone intorno a piazza Padella, via San Lorenzo (nei pressi della chiesa di San Biagio) e via Valle Piatta.

 

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