SORIANO NEL CIMINO – Presentata a palazzo Chigi Albani l'Area Vasta, nel segno dei Passionisti.
Oltre a Soriano, rappresentato dal sindaco Menicacci, Carbognano, con Agostino Gasbarri, Vignanello, con Vincenzo Grasselli e Vetralla, raggiunta telefonicamente attraverso l'intervento di Sandrino Aquilani.
Quattro paesi carichi di storia che si fondono idealmente per raggiungere l'obiettivo del rilancio turistico, seguendo il solco della secolare storia dei Padri Passionisti. In ognuno di questi Comuni è presente un convento, più o meno attivo, dallo storico Sant’Eutizio a quella di Sant'Angelo (Vetralla), fino al convento delle suore di Vignanello o la struttura in aperta campagna che si trova fuori Carbognano. Uniti per diventare una forza potente e raggiungere i fondi europei e regionali, necessari per restaurare, proteggere e valorizzare un patrimonio artistico, religioso ed ambientale di grandissimo livello.
"Il nostro territorio si può valorizzare solo se si lavora in maniera congiunta ed unitaria - ha sottolineato Menicacci - per il raggiungimento del medesimo obiettivo. Siamo qui per passare da un’idea alla sua concretizzazione”.
Un'idea condivisa dal primo cittadino vignanellese: “Dobbiamo puntare all'estero, richiamare l'importante fetta del turismo religioso, insieme possiamo diventare il punto di riferimento dei pellegrini di tutto il mondo”, seguito dall'approvazione di Gasbarri: “Questo è un piano valido che permette anche a Comuni piccoli di ottenere fondi e valorizzare. Nel nostro piccolo ci siamo
impegnati per creare un parco naturalistico intorno al convento, con altri finanziamenti potrebbe diventare un vero volano economico”. Dal collegamento telefonico è Sandrino Aquilani a portare l'esperienza di Vetralla: “Insieme ai colleghi sindaci abbiamo subito capito il vantaggio di questa iniziativa, che aggiunge valore al patrimonio storico e artistico, permettendo alle istituzioni civili e religiose, ma anche a privati, di partecipare per far crescere il territorio”.
E' poi don Luigi Vaninetti che illustra il progetto dal lato dei Passionisti: “Sant'Eutizio è il terzo convento fondato da San Paolo della Croce, per noi è importante essere la cabina di regia dei vari Comuni. In ognuno c'è un pezzo di vita importante, da Vignanello con le sue monache, a Sant'Angelo da sempre nel cuore di Aquilani, fino al piccolo convento di Carbognano”.
A seguire la parte burocratica sarà l'associazione Ellisse: “Da sempre lavoriamo per lo sviluppo locale – ha sottolineato il presidente, Roberto Turi – e sappiamo quanto siano importanti le dimensioni per arrivare a prendere fondi. Negli anni passati su 500 progetti del Lazio in questa zona sono stati finanziati solo 20; ora si raggiunge un territorio di 230 chilometri quadrati e più di 30mila abitanti. E' così che si possono costruire progetti coinvolgendo la cittadinanza e proponendo idee che vengano dal basso”.
A fine mese è previsto un primo bando, di natura ambientale, che sarà visionato e messo all'attenzione dell'Area Vasta attraverso la cooperativa sociale onlus "Il convento": “Siamo nati nel 2010 e ora siamo a disposizione per mettere insieme tutte queste forze sane – ha sottolineato Armando Andreoni – e valorizzare il patrimonio dei Passionisti, dall'architettonico, con i conventi, le chiese, le biblioteche, all'ambientale, con campi e orti storici. A Sant'Eutizio è presente una vite secolare, ancora utilizzabile per produrre un vino autoctono. Basterà unire tante offerte, bellezze architettoniche, prodotti biologici, storia, per catalizzare non solo il turismo religioso ma anche quello etico”.

Sono state così gettate le basi per crescere, un nuovo tentativo per dare dignità alla Tuscia, così ricca di bellezze e bontà e ancora poco conosciuta e sfruttata. Sarà forse l'azione sinergica di tante realtà a dare la svolta? E' auspicabile per il territorio intero, che potrà solo beneficiare di progetti validi ed attuabili.
Teresa Pierini