Martedì 23 Agosto 2016 11:27
VITERBO - La Edilnolo vince contro il vento. L'assemblaggio di Gloria si era fermato a pochi metri dal cielo, impedendo di posizionare pubblicamente la statua di Rosa.
Quello che sembrava impossibile, portare a dimora il quarto pezzo, alla fine è stato realizzato in notturna, ed è stata una fortuna, visto il vento che da questa mattina soffia ancora più forte sulla città dei papi.
Nella serata si è svolta comunque la cerimonia di benedizione della statua di Santa Rosa, custodita gelosamente in questi 12 mesi al Santuario dalle suore alcantarine, alla presenza del vescovo Fumagalli. Una tradizione nuova, inziiata lo scorso anno e avviata da don Alfredo, cappellano del Sodalizio, diventata un nuovo momento di aggregazione per la città.
Per superare il disagio della mancata installazione della statua della Santa, la banda Fiorillo ha pensato di adornare quella che domina Porta Romana con una corona di rose rosse, subito dopo la cerimonia di benedizione.
Sul palco il vescovo, il sindaco Michelini, che ha ricordato l'importanza della festa, Ascenzi, lo staff Fiorillo, il questore, Rossi e Mecarini per il Sodalizio e suor Francesca. Ferme le parole di Fumagalli: "C'è un bel clima di riflessione e spiritualità, ci saranno anche tante serate folcloristiche ma ora restiamo in ascolto di quello che ci direbbe Santa Rosa. Ascoltare la sua voce è stimolo
di solidarietà e condivisione. Vi ricordo che il 31 il corpo della Santa raggiungerà il Duomo e celebreremo insieme il Giubileo dei Facchini, per poi farla tornare in processione il 2 al Santuario. Ringrazio tutti i presenti e permettetemi un abbraccio alla suore Alcantarine che fanno tanto per Rosa. Evviva Santa Rosa".
Dopo i saluti Ascenzi e Fiorillo hanno donato un bozzetto di Gloria, realizzato sempre con la tecnica di stampa in 3d come l'originale, al Vescovo Fumagalli e al questore Suraci.
Benedetta la statua l'attenzione si è spostata fuori le mura, dove il pubblico ha assistito alla deposizione della corona di rose sul collo della statua della patrona. Applauso liberatorio per un gesto formale che comunque andava fatto e tutto sembrava finito.
E invece, complici le previsioni che parlavano di un vento leggermente in calo verso la notte, anche se ai più non è sembrato così, e sopratutto la voglia di portare a termine un lavoro che rischiava di andare troppo per le lunghe l'ultimo pezzo è stato posizionato. Con quella "tigna" (cit. Bruno Pagnanelli) tutta viterbese la banda Fiorillo ha deciso che "s'aveva da fà", ed è stato fatto. Manca solo la statua, che viene in genere portata a mano con il braccio per concludere il montaggio della Macchina.
Ora inizieranno le cene dei Facchini, le penne sotto la Macchina, la prova luci e tutto quello che, ritualmente, religiosamente, porterà la città a quel 3 settembre che, complice un sabato ancora di ferie, si annuncia over booking.
Teresa Pierini




