Trema il Centro Italia: due scosse distruggono Amatrice e tanti paesi dell'Appennino

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Epicentro Accumoli, in provincia di Rieti, con danni devastanti su Amatrice e dintorni, compreso il Marchigiano, dove si stanno ancora contando le vittime e provando a salvare chi è ancora sotto le macerie. La cittadina famosa per la pasta all'amatriciana, di cui nel fine settimana era in programma la tradizionale sagra, era piena di turisti e discendenti di ex residenti da tempo trasferiti, soprattutto nella Capitale. E' rasa al suolo quasi completamente, con una magnitudo di 6.0 e una profondità decisamente limitata, pochissimi chilometri, dettaglio che lo rende particolamente distruttivo.

Il terremoto è stato nettamente avvertito nel Viterbese, come peraltro dall'Emilia alla Campania, sia longitudinalmente che latitudinalmente. Una scossa ripetuta un'ora dopo, stavolta con epicentro Norcia, nel Perugino, con mangitudo 5.4 ma con molti meno danni, almeno alle persone, complice la ricostruzione antisismica realizzata nel tempo in zona.

La cartina del sisma di questa notte del 24 agosto 2016 è spaventosa, decine di scosse in tutta la parte montana dell'Appennino sono proseguite per tutta la notte, anche se fuori dalla zona di Rieti sono stata percepite nettamente solo le due più forti.

A Viterbo luci accese in ogni casa in piena notte, qualcuno in strada e una grande paura, come 7 anni fa con L'Aquila.

 

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Triste anche il bollettino sul piano culturale: ad Amatrice risultano danneggiate la Torre civica risalente al XIII secolo e le torri campanarie della chiesa di Sant’Agostino, con il notevole portale tardo gotico e gli affreschi sull’Annunciazione e la Madonna con Bambino e Angeli risalenti al Quattrocento. Distrutto il tetto della chiesa di San Francesco, della seconda metà del Trecento, e quella di Santa Maria di Porta Ferrata. Ferite che fanno male alla bellezze e al patrimonio artistico italiano, che ora possono essere messe in secondo piano nel rispetto delle vittime, ma che rimangono comunque segno indelebile dell'impotenza umana contro la forza della natura.

T. P.

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