Il dramma di Lucia Giorni, e famiglia, nella buia notte di Amatrice

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Lucia è molto conosciuta, insegnante, da sempre protagonista dei concerti viterbesi, fautrice degli appuntamenti dedicati al ricordo della guerra, al dramma dei bombardamenti, allo sofferenza degli uomini al fronte.
Per uno strano gioco del destino in questa maledetta notte del 24 agosto ha vissuto in prima persona la devastazione di Amatrice, cittadina l'origine della suocera, letteralmente distrutta dal sisma che l'ha rasa al suolo come se fosse stata bombardata.

Lucia è ancora sconvolta, appena tornata in città, su invito dei soccorritori che hanno chiesto a tutti i turisti che non hanno avuto danni di tornare nelle proprie case.

“Ho perso tanti affetti, ho perso decine di amiche, le signore con cui parlavo, le ragazze del coro che non so che fine abbiano fatto, e una cugina che è rimasta schiacciata sotto il tetto della sua casa, non abbiamo molte speranze perché ancora non è stata trovata. La nostra casa è rimasta in piedi, era recente, ma dentro è caduto tutto a terra, è stato veramente orribile”.

Lucia è molto legata ad Amatrice, dove ha esordito come cantante ben 40 anni fa. Il suo primo palcoscenico è stata la chiesa del Santissimo Crocifisso, dove con le suore Ancelle del signore di Padre Giovanni Minozzi ha cantato ininterrottamente durante la messa dell'Assunta, il 15 agosto, anche quest'anno. Tante le bambine che hanno fatto parte del coro in questi anni, diventate poi donne, e tante di queste sono ora nel cuore di Lucia che non sa che fine abbiano fatto.

“Non ho notizie di nessuno – conclude la soprano viterbese mentre squillano ininterrottamente i telefoni di casa e cellulare – siamo tornati ora, non potevamo rimanere, avendo casa qui eravamo solo un problema per i soccorritori. Rimane il dramma dell'esperienza vissuta e la voglia di sapere chi si sarà salvato, speriamo di avere buone notizie, ma per ora rimane un grande vuoto nel cuore”.

Lucia Giorni e la sua famiglia sono scossi, ora sono a casa, abbastanza lontani dall'epicentro ma sempre vicini con il pensiero alla loro Amatrice, rifugio estivo che da una violenta notte d'agosto ha cambiato completamente fisionomia.

Teresa Pierini

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