Profumo di Rosa, fede e tanto amore. Le Alcantarine nei giorni dedicati alla Patrona

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L'arrivo delle francescane, ordine suore alcantarine, non è stato facile per la città, ma oggi con il loro sorriso, specie quello di suor Francesca che da superiora le rappresenta tutte, è stata vinta ogni diffidenza. Il cartello all'ingresso riporta ancora "clarisse", magari per non dimenticare la storia secolare che attinge fino alla giovane Rosa, ma entrando si avverte subito un'apertura che fa sembrare la loro casa quella di ogni pellegrino.

Sono i giorni della festa, e da sempre i volontari sono pronti a presentare, a fronte di offerta, tanti oggetti ricordo dedicati alla patrona viterbese. Alle rose presenti da sempre si sono aggiunti i sacchetti ricamati a mano ripieni di lavanda, quella coltivata al convento, come il sacchetto di petali di rosa colti nel giardino, nel momento della sfioritura, fatti essiccare e riposti come pot-pourri  in una busta riportante il santino.

E poi rosari, foto numerate e tanti altri pensieri che possono arrivare nelle case dei fedeli, lasciando alle suore un introito che santuario, rosa, convento, alcantarine, suor francesca, corpo, apertura, processione, cuore, viterbo, etruria, la tua etruria, tuscia, alto lazio, tesori d'etruria, cultura, 2016, quotidiano culturale, eventi, manifestazioni, eventi culturali viterbesipermette la loro stessa esistenza a custodia di Rosa.

Come faranno stasera, con la Santa in viaggio verso il Duomo, dove rimarrà per due giorni, evento che non si ripeteva dal 1935? "Abbiamo il cuore, ci basta quello" è la risposta immediata di Suor Francesca.

Due i santini nuovi a disposizione dei fedeli, uno con l'icona realizzata da Veronica Cavallo, l'altra con uno dei quadri presente nel seminario delle suore, che mostra Rosa come tutti la immaginiamo, giovane, bellissima e con il suo crocifisso in mano brandito al mondo. Dietro due preghierie scritte dalla superiora.

Nuovo anche l'accesso nella sala dell'urna di Santa Rosa, eliminata l'impalcatura e la divisione tra chi scende e chi sale, l'ambiente è più ampio e soprattutto si scopre la zona dove era la piccola santa un tempo, quella che andò a fuoco e di cui rimangono tutt'ora i segni nella roccia scura. Un lavoro realizzato a tempo di record da Fiorillo, costruttore di Gloria, assemblatore della Macchina precedente, ormai tutt'uno con la festa viterbese.

Intorno a Rosa ci sono tanti volontari, tutti quelli che si impegnano per il corteo storico del 2 settembre, il Centro Studi e un gruppo di ragazzi che animano il santuario, realizzando anche una pubblicazione giornalistica periodica. Immancabili i profili social, sia Facebook che twitter, gestiti direttamente dalla casa madre, con il materiale inviato da Viterbo.

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Davanti l'altare dedicato alla patrona è presente l'urna che raccoglie le preghiere dei fedeli. Piena fino all'orlo, per ora custodisce quelli dal 1° gennaio ad oggi, otto mesi di appelli e richieste di grazia. Ora sarà svuotata perché in questi 3 giorni dovrà accoglierne altrettante. Tutte insieme saranno custodite dentro Gloria e rimarranno con la Macchina per sempre (sulle preghiere del 2015 leggi anche La potenza della fede: domenica il battesimo di Gloria, nata da un voto dello scorso 3 settembre).

Il monastero dove riposa Rosa è sempre più aperto ai viterbesi e oggi lo è ancora di più, con l'esposizione del corpo della santa già al centro della navata, le preghiere che proseguiranno per tutto il giorno e la processione che prenderà il via oggi, 1° settembre alle 21, verso il Duomo. La piccola Rosina tornerà il 2, attendendo la notte seguente il tradizionale Trasporto della Macchina, in suo omaggio, in ricordo della prima traslazione avvenuta nel XIII secolo, quando il corpo incorrotto fu tolto dalla nuda terra e portato nella chiesa a due passi da casa.

Teresa Pierini

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