VITERBO – L'annuncio sembrerebbe ufficiale: da oggi iniziano a decorrere i 6 mesi che l'azienda Tes Energia Srl ha dichiarato per consegnare alla città il Teatro Unione perfettamente a nuovo.
Dopo i primi stralci e gli arredi interni, la struttura è chiusa dal 2010, da questo giorno di metà settembre inizia a decorrere il tempo per la sistemazione finale, quella relativa all'interno dell'edificio, con i relativi consolidamenti, e all'impiantistica.
Questa mattina la firma tra Comune e azienda per l'avvio dei lavori, alla presenza del sindaco Michelini, della vice Ciambella e dell'assessore Ricci, accompagnato dal dirigente Cucullo. Presente anche il maestro Capitani, cittadino onorario, regista di quel Maresciallo Rocca che per primo riaccese la luce delle telecamere sulla città dei papi.
“Siamo finalmente al momento in cui si consegnano gli ultimi lavori – ha esordito il sindaco – per ridare il Teatro alla città. Sappiamo quanto è mancato, ma per adeguare la struttura alle regole era necessario recuperare tutti i soldi per affrontare i lavori”.
Un milione e trecento mila euro finanziati dalla Regione con fondi comunitari, novecento mila quelli messi a bilancio
dall'amministrazione viterbese, come sottolineato dall'assessore Ricci, insieme alle difficoltà affrontate per l'altalena dei fondi e per il cambiamento delle regole sugli appalti. “Una situazione complessa che si è trasformata in vantaggio. Dal dicembre 2015 gli uffici stavano lavorando sul bando – ha aggiunto – e quasi in dirittura di arrivo è stato necessario adeguare l'avviso. L'elemento positivo è stata l'aggiunta dei bonus, non solo una gara al ribasso quindi, che hanno permesso di avere 43 richieste tra cui scegliere la vincente che, a costo zero, aggiungerà al capitolato anche il rinnovo del sipario, la sistemazione dei palchi, con relativi poggia-gomiti e mantovane, e dei camerini, la tinteggiatura del corridoio e la realizzazione di una struttura mobile dove è presente attualmente la buca dell'orchestra. Tutto con 500mila euro di risparmio che vedremo come usare. Rimangono fuori il Ridotto e la scuola musicale che speriamo di sistemare proprio con quell'importo”.
Con l'occasione tornerà al suo posto anche il busto di Giuseppe Verdi, restaurato 3 anni fa ma di nuovo straziato dalle condizioni atmosferiche che lo flagellano nell'attuale posizionamento in piazza.
La platea, già ridotta nei posti per questioni di sicurezza, ora sono 181 le poltrone già sistemate, avrà quindi lo spazio in più dell'orchestra, se necessario, con la pedana mobile che potrà abbassarsi per dare accesso ai musicisti, o essere a piano spettatori, avvicinandoli al palco, oppure ad altezza palco se fosse necessario avere più metri rispetto a quelli già presenti.
“Una città senza teatro è un peccato – ha precisato Cucullo – era necessario anche sfidare il tempo per riavere l'Unione”.

Il passare del tempo ha permesso anche di ottenere alcune deroghe, previste per legge andando avanti nei mesi, che salvaguarderanno l'importanza dell'edificio storico, rispettato in quanto bene culturale.
Il teatro quindi arriverà, che siano marzo o maggio poco conta. E cosa diventa un teatro senza spettacolo? Solo un museo. E' necessaria la giusta pianificazione, come illustrato nell'articolo Teatro dell'Unione: sei mesi per pensare ad attività degne della sua bellezza.
Teresa Pierini