Le favole di Annio: seconda passeggiata di "avvicinamento" ad Egidio17

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Oggi. 17 settembre 2016, alle 17 è in programma il secondo appuntamento dal titolo "Le favole di Annio - Viterbo, il suo 'lutto':
Poetica del risarcimento identitario nelle narrazioni pubbliche di Annio da Viterbo e i suoi seguaci.

La nuova passeggiata/racconto di Antonello Ricci sulle tracce del frate falsario che al tramonto del Quattrocento fece di Viterbo la capitale di una mitica Etruria e la culla di tutta la civiltà occidentale.

Appuntamento ore 17.00 nel Cortile di palazzo dei Priori (piazza del Comune), il racconto itinerante si snoderà tra il portico e il cortile di palazzo dei Priori per poi salire al piano nobile, tra sala Regia e del Consiglio. Racconta e conduce Antonello Ricci, letture Pietro Benedetti, percussioni Roberto Pecci.

"Al tramonto del XV secolo Viterbo è ormai una Bella Addormentata. Viene a cullarla con le sue ninnananne un frate domenicano un po’ birbante. É un viterbese doc. Giovanni all’anagrafe - sottolinea Antonello Ricci nella presentazione - ma preferisce farsi chiamare Annio, con sfacciato latinorum. Torna in città nel 1489, dopo un’assenza di vent’anni. È noto per i suoi oroscopi (uno per Galeazzo Sforza, nell’anno dell’assassinio: chissà che c’era scritto). Insegna retorica e latino a un pubblico di eruditi notai, localisti sfegatati. Li abbindola all’ombra di un campanile smisurato, racconta loro favole incredibili: Re Desiderio, Pipino il Breve e Carlo Magno, ma soprattutto Ercole e... Noè.

Viterbo sede della città sacra etrusca, tetrapoli originaria, improbabile Fanum Voltumnae: Viterbo mamma di Roma, insomma, e culla dell’intera civiltà occidentale. Annio convince il suo pubblico a colpi di apocrifi letterari e false epigrafi. Il bello è che gli credono in molti, e non solo viterbesi. Anche Alessandro VI, di passaggio in città: sotto i cui occhi tornano alla luce “prove” preziosissime di questa verità dimenticata, in realtà sepolte nottetempo da Annio stesso, a colpi di pala e di piccone. Erasmo da Rotterdam non si fida delle sue teorie, e così molti fra gli umanisti e filologi più avvertiti, ma ci vorrà tempo prima che il mito del FAVL tramonti. Mentre qualcuno, qui da noi, quelle storie se le racconta ancora. E nella toponomastica cittadina restano tracce delle sue fantasmagoriche etimologie. Fossili sorprendenti d’una testarda quanto patetica fierezza municipale.  Poi un malinconico silenzio di secoli".

Evento organizzato in collaborazione con Comune di Viterbo e Biblioteca Consorziale di Viterbo. Il biglietto per la partecipazione consiste nell’acquisto di un volume a scelta dal ricco catalogo di Davide Ghaleb Editore. Ai partecipanti verrà fatto omaggio di un numero a scelta di Biblioteca & Società, rivista edita dalla Biblioteca Consorziale di Viterbo.

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