FIRENZE - Chi di Sgarbi ferisce di Sgarbi perisce, questo è abbastanza scontato, ma forse a Palazzo dei Priori non se n'erano ancora accorti, fino ad oggi.
La storia d'amore tra il critico d'arte e la città dei papi ha radici lunghe: innamorato delle bellezze della città, tanto da acquistare un importante palazzo e restaurarlo, per poi addirittura pentirsene, presente spesso alle manifestazioni culturali, Macchina di Santa Rosa compresa, è stato prima ospite dei politici di centro destra per poi cambiare amicizie.
Una virata a 180° se si pensa a quando, ospite di un programma di Paragone, insultò ripetutamente Filippo Rossi, reo di essere nel programma solo perché braccio destro di Gianfranco Fini, facendolo cambiare ripetutamente colore. Altri tempi. Poi quello stesso Filippo Rossi entrava trionfante in Comune appoggiando la coalizione di centro sinistra e venne il tempo dell'amore. Partecipazioni a Festival, promozione di libri, mostre, firme a sostegno del fantastico operato dell'amministrazione, specie sulle idee del duo Barelli-Rossi.
Leggeri imbarazzi, nemmeno troppo nascosti, quando si trovò inorridito di fronte al Sebastiano del Piombo inserito in una orrenda cassa illuminata a led, e non riuscendo a trattenere la critica identificò su altri l'ombra di una tale sciagurata operazione. Un amore sull'ottovolante che alla fine pare si sia spento.
E' finito su tutti i giornali locali il fantastico momento immortalato da "Repubblica Tv" in cui Sgarbi riceve la telefonata di Barelli, assolutamente riconoscibile in viva voce, ambasciatore obbligato della brutta notizia: la mostra proposta non s'ha da fare (vedi il video cliccando qui). Edificante la didascalia del video, nato come evento inaugurale della mostra di Ciulla a Firenze e diventato presa per i fondelli nazionale: "Vittorio Sgarbi, curatore a Firenze della mostra di Girolamo Ciulla, arriva all'inaugurazione e litiga al telefono con l'assessore al turismo del comune di Viterbo Giacomo Barelli. Oggetto della discordia una mostra da organizzare per Natale su Francis Bacon, che Sgarbi, a suo dire, aveva costruito 'con un budget da 12.000 euro, praticamente gratis'. 'Imparate l'educazione e non chiamatemi più', ha detto Sgarbi, che ha anche invitato l'amministrazione viterbese a non considerarlo come testimonial per la candidatura della città laziale a Capitale Italiana della Cultura nel 2017".
Gran bello spot, non c'è che dire. E nel video si sente anche di peggio: "Vi costruisco una cosa a costo zero e non la volete,
sottolinea Sgarbi, seguito da risatine e battute che vanno a tutto svantaggio della città. E una volta attaccato il telefono in faccia a Barelli prosegue spiegando ai giornalisti che si sono ormai incuriositi: 'Non hanno soldi, il Comune di Viterbo vuol fare delle cagate per Natale. Mi chiedono una mostra, non la volevo fare quando mi rendo conto che il budget è 12mila euro e ti viene voglia di dire di no, poi pensi che Francis Becon ha fatto un Innocenzo X di Velasquez, e io anni fa abitai nella casa di Innocenzo X ho trovato un dipinto di Pietro Martiri Neri, pittore di Cremona, che ha fatto una copia perfetta del dipinto e quella ce l'ho io. Gli mettiamo a fianco la variazione fatta da un grande come Kokocinski e altre opere che rappresentano Innocenzo X. Lo creo e manco ti dicono che lo vogliono".
Una figuraccia galattica, che si incanala nel secondo tentativo di candidatura della città come Capitale Italiana della Cultura, e che mette in evidenza come le cose vengano fatte in modo perlomeno superficiale. Ora chi ha visto e vedrà il video saprà che a Viterbo a dicembre ci saranno "cagate", mentre a Palazzo sembrano affascinati dal fantomatico villaggio di Natale, che occuperà tutto il centro, coinvolgendo molte attività commerciali (dalla serie meglio esserci che no), sarà a pagamento per i visitatori e di fatto impedirà a chiunque altro di pensare iniziative diverse.
Se si unisce poi che da ferragosto alcuni adepti non fanno altro che rifilare immagini natalizie sui social, con gran parte della gente che prenderebbe a martellate i pancali di panettoni e pandori già nei supermercati a fine ottobre, le cose sono due, o Babbo Natale attaccherà il vestitino rosso al chiodo e si dimetterà, inviando le renne in mobilità a Viterbo, oppure sarà l'ennesima occasione persa, imposta dall'alto, senza alcuna condivisione con le realtà culturali della città, ormai ridotte al lumicino.
Nel frattempo, forse, Sgarbi, Barelli e Rossi avranno magari fatto pace, sfilando in pista di pattinaggio su ghiaccio tra gli applausi, ma ormai il danno sarebbe fatto, perché un video che insulta l'intera città rimarrà per sempre online, una macchia per tutti i viterbesi, per la sciocca colpa di pochi.
Teresa Pierini