Christmas Village parte dal presepe: il 24 dicembre sarà aperto ad oltranza

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Nei sotterranei di Palazzo Papale si svela così il presepe ormai conosciuto come il “più grande del mondo”: si sviluppa sull'intero piano basso dell'edificio, su due sale, la seconda divisa da una struttura che isola da tutto la grotta della Natività.

All'ingresso scene di vita comuni due secoli fa: vita contadina, semplice, da umili famiglie ebree di campagna, con statue a grandezza naturale che raffigurano gesti ordinari, scenari allestiti con verdure, frutta e piante vere, uova comprese. Nella seconda stanza l'ambientazione si fa più cittadina, con mestieri comuni, come il fabbro o il maestro, insieme a qualche monaco filologicamente più avanti nel tempo, non fosse altro perché la religione cattolica non aveva ancora incontrato il figlio di Dio.

La terza stanza, divisa da una soglia scenografica, è quasi interamente dedicata alla grotta, con Giuseppe e Maria, scaldati da bue ed asinello, e una culla al momento coperta da un velo, in attesa del 24 dicembre notte. Dietro una proiezione 3D che raffigura la cometa in viaggio, i re magi e altre scene comuni ambientate sotto le mura di una città, Betlemme.

Gesù si mostrerà a tutti la notte del 24 dicembre, e per l'occasione il presepe sarà aperto ad oltranza, almeno fino alle 2, fino a quando saranno presenti visitatori, magari appena usciti dalla messa di Natale in duomo.

Il presepe è stato spiegato dal docente universitario Fulvio Ricci che ha ricordato la storia: “Natale è il contatto tra il buio e lchristmas village, caffeina, presepe, palazzo papale, diocesi, duomo, viterbo, etruria, la tua etruria, tuscia, alto lazio, tesori d'etruria, cultura, 2016, quotidiano culturale, eventi, manifestazioni, eventi culturali viterbesia luce, individuato in un periodo compreso tra le 12 notti magiche che danno illuminazione al mondo con la nascita di Gesù. Quando fu individuata la data simbolo fu scelto il 25 dicembre proprio come senso di uscita dall'avvento. Nel presepe sono presenti figure importanti, come la lavandaia, usata come simbolo di preghiera per le donne morte di parto, il maniscalco, in cui identificare il demonio, o santi importanti, come Santa Claus da cui è originario il mito di Babbo Natale”. Per il sindaco Michelini “questo presepe arricchisce la conoscenza, in un luogo pieno di gusto e storia. Ammirandolo è possibile recuperare le nostre radici, insieme alla fede e alla memoria”.
Benedizione finale del vescovo Fumagalli, che pare non abbia gradito l'eccessivo allestimento che finisce per nascondere, con alberi e strutture, la piazza in cui domina il duomo, e ironizzando non riconosce il duo Baffo&Rossi come “padri putativi” del presepe stesso. Anche per il vescovo: “il presepe permetterà a tutti i visitatori di comprendere attraverso un linguaggio immediato. Gesù viene tra noi perché ci vuole bene, portandoci la sua luce immensa”.

Ultime parole per Baffo che ha ringraziato tutti i soggetti coinvolti in un progetto lungo 16 mesi, che ha impegnato una trentina di persone e una decina di aziende.

Teresa Pierini

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VITERBO – Primo atto per il Natale 2016 targato Caffeina: il Christmas Village parte dal Presepe, la rappresentazione più alta dedicata alla nascita del Bambino, fulcro della cristianità.

Nei sotterranei di Palazzo Papale si svela così il presepe ormai conosciuto come il “più grande del mondo”: si sviluppa sull'intero piano basso dell'edificio, su due sale, la seconda divisa da una struttura che isola da tutto la grotta della Natività.

All'ingresso scene di vita comuni due secoli fa: vita contadina, semplice, da umili famiglie ebree di campagna, con statue a grandezza naturale che raffigurano gesti ordinari, scenari allestiti con verdure, frutta e piante vere, uova comprese. Nella seconda stanza l'ambientazione si fa più cittadina, con mestieri comuni, come il fabbro o il maestro, insieme a qualche monaco filologicamente più avanti nel tempo, non fosse altro perché la religione cattolica non aveva ancora incontrato il figlio di Dio.

La terza stanza, divisa da una soglia scenografica, è quasi interamente dedicata alla grotta, con Giuseppe e Maria, scaldati da bue ed asinello, e una culla al momento coperta da un velo, in attesa del 24 dicembre notte. Dietro una proiezione 3D che raffigura la cometa in viaggio, i re magi e altre scene comuni ambientate sotto le mura di una città, Betlemme.

Gesù si mostrerà a tutti la notte del 24 dicembre, e per l'occasione il presepe sarà aperto ad oltranza, almeno fino alle 2, fino a quando saranno presenti visitatori, magari appena usciti dalla messa di Natale in duomo.

Il presepe è stato spiegato dal docente universitario Fulvio Ricci che ha ricordato la storia: “Natale è il contatto tra il buio e la luce, individuato in un periodo compreso tra le 12 notti magiche che danno illuminazione al mondo con la nascita di Gesù. Quando fu individuata la data simbolo fu scelto il 25 dicembre proprio come senso di uscita dall'avvento. Nel presepe sono presenti figure importanti, come la lavandaia, usata come simbolo di preghiera per le donne morte di parto, il maniscalco, in cui identificare il demonio, o santi importanti, come Santa Claus da cui è originario il mito di Babbo Natale”. Per il sindaco Michelini “questo presepe arricchisce la conoscenza, in un luogo pieno di gusto e storia. Ammirandolo è possibile recuperare le nostre radici, insieme alla fede e alla memoria”.

Benedizione finale del vescovo Fumagalli, che pare non abbia gradito l'eccessivo allestimento che finisce per nascondere, con alberi e strutture, la piazza in cui domina il duomo, e ironizzando non riconosce il duo Baffo&Rossi come “padri putativi” del presepe stesso. Anche per il vescovo: “il presepe permetterà a tutti i visitatori di comprendere attraverso un linguaggio immediato. Gesù viene tra noi perché ci vuole bene, portandoci la sua luce immensa”.

Ultime parole per Baffo che ha ringraziato tutti i soggetti coinvolti in un progetto lungo 16 mesi, che ha impegnato una trentina di persone e una decina di aziende.

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