Recuperato il codice dello Statuto di Bagnoregio: sottratto negli anni '70, era finito in una casa d'aste

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La consegna è avvenuta da parte del capitano Michelangelo Lo Buono (Comandante del Nucleo carabinieri tutela patrimonio culturale di Roma) a don Luigi Fabbri (Vicario generale della Diocesi di Viterbo) martedì mattina 17 gennaio nella sede del Cedido.

Lo Statuto è un codice cartaceo di una novantina di carte, di formato di mm. 290 x 218, con scrittura di un bel gotico un po’ arrotondato, ornato al principio di ogni libro (ve ne sono cinque) con iniziali grandi fregiate a colori rosso e nero; le rubriche e la lettera iniziale dei capitoli sono scritte in rosso come anche in rosso sono i numeri romani indicanti le parti del codice.
Quello di cui stiamo parlando è una copia quattrocentesca dell’originale che è del 1373 (che non esiste più), con modifiche e aggiunte fatte da diverse mani per le successive revisioni compiute nel corso del XV e del XVI secolo.

Il testo dello Statuto è stato pubblicato da G. Capocaccia ed F. Macchioni con il titolo Statuto della Città di Bagnoregio del MCCCLXXIII (Bagnorea, Scuola tipografica, 1921, pp. XXX, 241).

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Non era indicato il prezzo base d’asta, ma senza dubbio sarebbe finito ben sopra i 1000 euro.

I carabinieri del Nucleo patrimonio culturale, a seguito di denuncia presentata dalla Diocesi di Viterbo hanno sequestrato il codice e, successivamente, dopo le indagini della magistratura, lo hanno riconsegnato ai legittimi proprietari che ora lo custodiranno e metteranno disposizione degli studiosi.

"Questa avventura si conclude con un successo - sottolienano orgogliosi dalla Diocesi viterbese - abbiamo recuperato un bene culturale molto prezioso. E’ un auspicio perché episodi del genere siano sempre più frequenti e il nostro patrimonio culturale non sia più disperso".

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