"Un sopralluogo con amici/giornalisti". Barelli confessa ma non comprende la gravità

PDFStampaE-mail

barelli, giornalisti amic, rispsta. ammissione, consiglio comunale, esclusione stampa, interrogazione marini, viterbo, etruria, la tua etruria, tuscia, alto lazio, tesori d'etruria, cultura, 2017, quotidiano culturale, eventi, manifestazioni, eventi culturali viterbesiVITERBO - E' arrivato il giorno dell'interrogazione all'assessore Barelli, sollecitato, come ampiamente annunciato via stampa (leggi Barelli, il palazzo e la stampa: arriva l'interrogazione in consiglio) il consigliere Marini ha chiesto spiegazioni sulla visita alle Macchine di Santa Rosa storiche da esporre in un  museo, accompagnato da alcuni giornalisti... da oggi ribattezzati "amici barra giornalisti".

"Grazie per il buon gusto di preannunciare le interrogazioni, così mi sono preparato. Il museo della Macchina è solo un primo abbozzo - ha sottolienato Barelli nascondendo a fatica la tensione - abbiamo fatto opera di catalogazione per capire quello che in città non è chiaro.

Era il caso di capire le Macchine che abbiamo per decidere come eventualmente pensare al Museo. Un lavoro assegnato dal settore Cultura con incarico diretto alla ditta Fiorillo, che ha sistemato le macchine, pulendole in proiezione di conservazione.
Nello stesso tempo abbiamo riacquistato la Macchina che Battaglioni aveva comprato dal Comune (al tempo per 15 milioni di lire), pagando l'equivalente attuale in euro, come messo in bilancio.
Ora abbiamo così 5 Macchine da pensare per il museo. Purtroppo non ci saranno Volo d'Angeli e Spirale di fede, ma le altre si.

Per l'episodio del sopralluogo con alcuni 'amici- barra-giornalisti', sottolineo che non era un incontro formale, siamo andati a fare un sopralluogo con la consigliera De Alexandris e ad alcuni giornalisti è stato detto 'se voleve venire siamo li'.
Non era ufficiale. Si poteva utilizzare uno stile diverso, ma non c'era intenzione di omettere nessuno.
Probabilmente qualcuno se n'è avuto a male e mi dispiace".

Caro Barelli
dispiace maggiormente a me, come direttore de Latuaetruria.it, come immagino ad altri.

Resta da capire cosa vuol dire in questa città passare dalla qualifica giornalisti a quella di amici.
Di mezzo ci sta una barra, quella con cui lei divide gli amici dai giornalisti.

Nel rispetto della deontologia professionale confermo di rimanere volentieri in quella dei giornalisti. Mai avrei creduto che la sua "difesa' sarebbe basata sull'ammisisone di amicizia.
Gli amici sono cosa cara, tendono anche a non vedere l'evidenza e dare questo ennesimo buffetto di affetto pubblico a chi dovrebbe vigilare sull'operato dell'amministrazione personalmente lo leggo come arroganza o tracotanza, faccia lei. Anche svilente per i colleghi, pensi un po', che rispetto come sempre.

Ne prendo atto e mi piacerebbe sapere cosa pensa Gianni Tassi, fiduciario di Stampa Romana che a domanda precisa sul fatto si era sentito rispondere che vi eravate incontrati per caso. Un caso decisamente amico comprendiamo ora. Quindi sul momento ha inventato una scusa, poi ha deciso di mostrare il lato più sfacciato, ammettendo di avere "amici giornalisti".

Spero che i lettori delle tre testate sappiano scindere da questo momento le notizie che riguarderanno lei, ricordando sempre quanto conti l'amicizia.

Teresa Pierini

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna