Rocca: "Per La pietà situazione migliorata ma si poteva fare ancora meglio"

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Tutto nasce da una discussione molto accesa in città, divisa tra chi ha paura di far affrontare il viaggio verso Londra e chi sistematicamente promette l'opera a destra e manca. E' già successo per l'Expo e Tesori d'Italia di Sgarbi, allora non uscì dal museo civico, in questa occasione del National gallery e magari accadrà ancora.

La discussione, le polemiche, i toni magari alti hanno comunque ottenuto un risultato, come notato dallo storico Antonio Rocca, intervenuto nella discussione social, commentando la visita dei giornalisti inglesi. Con lui anche Gian Paolo Serone, Archeoares, entrambi profondi conoscitori del Rinascimento e del passto viterbese di Michelangelo.

"Diciamo subito che per come s’era messa la situazione è nettamente migliorata. In principio sembrava fosse un privilegio per la città prestare la Pietà a Londra e che chiedere opere in cambio fosse una cosa indecorosa.
Poi si è transitata alla disgraziata ipotesi di Liberale, ora finalmente qualcosa di peso". Così Rocca, in un brevissimo tracciato degli avvenimenti degli ultimi mesi.

"Positiva anche la presenza della stampa inglese, anche qui si era partiti malissimo. Sembrava quasi che fosse sufficiente la scritta Viterbo accanto al quadro perché ci potesse essere una qualche ricaduta. Così è meglio.

E tuttavia non si può non notare, hanno straragione i 5S, che l’umiliazione toccata ai tecnici del ministero è stata espressione di una forzatura politica e che è stata sgradevole la modalità con cui ci è stata resa nota". Prosegue commentando sia l'attuale scelta di evidenziare maggiormente la Città dei papi, sia l'interrogazione del Movimento 5 stelle rivolta al ministro Franceschini e inerente ai rischi e ai costi del viaggio, all'inizio osteggiato dalla Soprintendenza e poi avallato dal Ministero su pressioni locali.

"Personalmente lamento il fatto che le cose siano state fatte alla carlonissima.
Se ci fosse stato un progetto avremmo potuto chiedere in cambio quadri che hanno un nesso con il nostro territorio, ad esempio le opere di Michelangelo realizzate per il vescovo di Viterbo che hanno loro. Andava bene anche se ce le mandavano dopo la loro mostra…
Se ci fosse stato un progetto avremmo potuto raccontare qualcosa di utile agli inglesi - aggiunge Rocca ricordando le occasioni perse - spiegargli il nesso tra Michelangelo e Viterbo, spiegargli il legame con il loro Reginald Pole. Forse in questo modo invece che con il ricordo di una bella gita, potevano tornare a casa con materiale utile a comprendere il radicamento della Pietà nel nostro territorio e noi avremmo avuto maggiori possibilità di una ricaduta economica.
Senza nulla togliere a Ricci che è bravissimo e ne sa molto più di me. Resta il problema che anche per un professionista preparato è difficile lavorare bene nel contesto dell’assenza totale di una visione politica. Così ci siamo presi quello che ci davano, senza capire l’importanza di ciò che abbiamo, contenti solo di avere a che fare con un ente prestigioso.
Insomma, ha ragione Gianpaolo quando dice che si poteva fare moolto di più.
Adesso speriamo solo che i tecnici del ministero siano stati troppo prudenti e che la povera Pietà torni a casa sana. Che, alla fine, è l’unica cosa che conta".

Parole, tratte da una discussione social, libere e sincere, che condividiamo pienamente.

T. P.

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