La Sala del Mitra al Museo etrusco di Tarquinia: lunedì l'inaugurazione con Franceschini

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La magnifica scultura marmorea, che raffigura il dio Mitra nell’atto di uccidere il toro, è stata trovata e sequestrata, nel maggio del 2014, dai carabinieri del reparto operativo per la Tutela del patrimonio culturale. Proveniva da uno scavo clandestino e verosimilmente era destinata all’esportazione.

Le indagini, volte a individuare con certezza la provenienza dell’opera, hanno fatto ipotizzare un legame tra il gruppo scultoreo e l’attività illegale registrata e segnalata nell’area della Civita di Tarquinia.

Così, proprio in quell’area, la allora Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale ha condotto tempestivamente uno scavo che ha consentito il rinvenimento di un importante frammento appartenente alla stessa scultura e, quindi, l’inconfutabile prova della provenienza del Mitra dalla Civita di Tarquinia.

Dopo il restauro, a cura dell’Iscr, la scultura del Mitra Tauroctono di Tarquinia è stata esposta al pubblico prima presso Musei Vaticani, poi nella Palazzina Gregoriana del Quirinale ed infine alla Galleria Nazionale di arte antica-Palazzo Barberini.

Ora l’eccezionale scultura, di grandi dimensioni (1,60 X 60 h. 1,20) e di straordinaria fattura, è stata riportata a Tarquinia per la sua definitiva collocazione nel Museo archeologico, dove, collaborando con la Soprintendenza e con il Museo, la Fondazione Etruria Mater, con il contributo di Enel Spa, ha realizzato i lavori di restauro e allestimento della sala destinata ad ospitare la straordinaria opera.

Per la Fondazione, il cui scopo statutario è la valorizzazione del patrimonio, è quindi motivo di grande soddisfazione vedere finalmente restituita alla città, ai suoi abitanti e ai suoi ospiti un’opera eccezionale, anche per le vicissitudini che hanno portato al suo ritrovamento, esposta in un ambiente che ne valorizza il valore artistico.

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