Tre amici, un neonato, una ragazza madre: al Bianconi si ride con le famiglie 2.0

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Tre papà per un bebè è la storia di tre amici quarantenni che vivono nello stesso appartamento, ognuno concentrato nel proprio lavoro e nella propria vita da single: un donnaiolo impenitente, un omosessuale eccentrico e un laureato in ginecologia con problemi con l’altro sesso. All’improvviso, piomba in questo tranquillo ménage domestico un neonato di pochi mesi e a complicare la situazione, giunge anche in maniera inaspettata una misteriosa e avvenente ragazza.

All’improvviso arrivo del neonato, i tre uomini cominciano, giorno dopo giorno, a mettere in gioco le loro proprie priorità e i propri sentimenti. Il piccolo porterà nelle loro esistenze una rivoluzione tale che li guiderà a capire il vero senso della vita per ritrovare la propria maturità fra le braccia del bebè.

Tra pappe, ninna nanne e pannolini, i tre affronteranno problematiche mai immaginate, e l’arrivo della ragazza metterà a dura prova la determinazione dei tre neopapà. La commedia affronta, in maniera leggera, la tematica della paternità e dell’amore per i figli, in un susseguirsi di comicità e strane riflessioni intervallate da momenti teneri e poetici, con un finale inaspettato e strepitoso.

Il sorprendente testo di Antonio Grosso appare come una commediola simpatica e poco più. Invece, quando il sipario si apre, il pubblico si rende conto fin da subito che quello che sta per vedere non è quello che si aspetta. Lo spettacolo, divertente e  tratti irresistibilmente esilarante, è una riflessione più che attuale sulle adozioni omosessuali e delle famiglie allargate. Può una famiglia composta da tre padri far crescere bene un figlio? La famiglia tradizionale, composta da madre e padre, è l’unica in grado di trasmettere tutti i valori e la giusta formazione a un bambino?

Senza mai scadere nelle volgarità, si assiste ad uno spettacolo che fa ridere di gusto tutta la platea dall’inizio alla fine, intervallando le risa ad ampi sospiri di riflessioni sulla vita e sul rapporto con l’altro. La rappresentazione risulta fluida e piacevole, e non scade mai nella banalità, nessuna battuta “telefonata” o scena scontata, la regia di Roberto D’Alessandro ha creato la giusta magia tra gli attori sul palco.

Il trio composto da Mario Zampa, Nicola Canonico e Giuseppe Cantore funziona alla grande. Fra di loro c’è un grande feeling che rende il procedere della storia, così come lo scambio di battute fra i loro personaggi, fluido e coinvolgente.

Mario Zamma si conferma artista unico e poliedrico, in grado di far ridere anche i più duri di cuore, da libero sfogo a tutta la sua ecletticità artistica, mette molto del suo repertorio “bagagliniano”, e si conferma un patrimonio teatrale indiscusso. Giuseppe Cantore è il vero “pepe” della commedia, eccellente la sua interpretazione, porge la battuta nei tempi e nei modi giusti, è sempre pronto a supportare e sollevare i compagni di scena, fa del suo personaggio un gioiellino di recitazione. Nicola Canonico invece riesce sempre ad inserirsi in maniera perfetta portando l’autentico spirito napoletano sul palco, la sua è una presenza scenica veramente molto forte. Alessia Fabiani mette la sua elegante bellezza a disposizione della scena, misuratissima non deborda mai dal ruolo, si ritaglia il ruolo “forte” di ragazza madre, e lo rende altamente credibile e coinvolgente per il pubblico
Tre papà per un bebè è lo spettacolo che non ti aspetti, quello che ti fa uscire dal teatro con la voglia di consigliarlo agli altri, cosa veramente assai rara.

Per informazioni e prenotazioni si può consultare il sito internet www.teatrobianconi.it, la pagina facebook del Teatro Bianconi o telefonare al 340 1045098 (24h) o allo 0761 613695.

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