L'Unitus vola a 10 giga e si offre alle istituzioni. E se nascesse davvero una Viterbo 2.0?

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Con una passione incredibile, nata da un evidente amore per il suo lavoro, ha raccontato venti anni di attività su una rete gestita all'esterno, dalla seconda metà del '96, per poi puntare sulla fibra gestita in house. "Esclusa l'idea di realizzare gli scavi per gli enormi costi, la legge Iru, diritto irrevocabile all'uso, ci ha permesso l'affitto quindicinnale di quella posata in città, realizzando un anello unico che collega le nostre sedi, compresa quella dell'Esercito. Era necessario un salto tecnologico - ha sottolienato Menicacci - e lo abbiamo fatto, migliorando tutta la rete, sia il sito che gli studenti collegati in wifii, permettendo a tutto il settore della ricerca di avere una linea potente. Oggi possiamo vantare 10 giga, con l'uso di una sola coppia di cavi, avendone ancora 3 a disposizione, che attraverso Tuscia Innovazione potrebbero essere utilizzate dalle istutuzioni consorziate, Comune, Provincia, Prefettura e Camera di Commercio".

Importanti anche i dati di risparmio: "La fibra ottica è costata all'Università 116 mila euro, costo una tantum per 15 anni, compresi gli apparati di funzionamento per avviarla. In totale non si è arrivati nemmeno a 250mila euro spesi, soldi che in soli tre anni saranno azzerati dalla vecchia spesa in collegamenti che costava 80 mila euro l'anno. In pratica per almeno 12 anni si navigherà a costo zero. Inoltre abbiamo fornito il collegamento alle strutture LazioAdisu, che dipendono dalla Regione Lazio, ottenendo in cambio nuovi alloggi per gli studenti stranieri. Ed è solo il punto di partenza: nel prossimo futuro spero di installare centralini Ip e di avere un programma di salvataggio dei dati per il mese previsto dalla legge".

 

Considerato che nelle aree metropolitane già cablate, sulla fibra le aziende vantano dai 100 ai 500 mega, è facile immaginare quanto potente sia quella dell'Unitus (un giga sono 1.000 mega, 10 quindi diventano 10.000) e quanto potrebbe essere utile al territorio. Basti pensare che il Comune di Viterbo semplicemente accordandosi con l'università per l'utilizzo del suo anello potrebbe utilizzare il collegamento nei propri uffici, fornendo un servizio WiFii gratuito a tutti, previa registrazione. Un grande passo per la città 2.0 o forse un sogno?

Teresa Pierini

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