La Pietà di Sebastiano: i segreti svelati da Costanza Barbieri su Artedossier

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Proviamo a conoscerla meglio, anche grazie a quanto pubblicato da Costanza Barbieri (Polo Museale del Lazio) che ha dato dignità a Sebastiano Luciani, detto Del Piombo, con una monografia pubblicata a febbraio per Giunti - collana Artedossier.

L'unione tra Michelangelo e Sebastiano nasce come vendetta verso Raffaello, per permettere la perfetta unione del tratto michelangiolesco e il colorito del Luciani. Un'alleanza resasi necessaria dalla realizzazione della Stanza della Segnatura in contrasto con la Sistina, legame che orienterà le opere realizzate in questa prima metà del Cinquecento.

Il primo impatto si ha proprio con La pietà di Del Piombo, ispirata alla Pietà marmorea di Michelangelo, che vede in linea orizzontale il corpo passivo, quello di Cristo, e verticale quello attivo, con la tensione ascetica di Maria.

Ed è proprio Maria, la sua raffigurazione, l'elemento più discusso, nato dal cartone di Michelangelo, dettaglio dimostrato da lettere del tempo e da studi attuali. L'argomento sarà trattato dalla stessa Barbieri nella lectio magistralis di presentazione della mostra inglese. Una parte è già svelata nella pubblicazione Giunti, mirata alla mascolinità del volto della Madonna: due le motivazioni, la prima, la naturale somiglianza con le sibille michelangiolesche dipinte nella cappella Sistina, la seconda, più religiosa, legata alla figura dell'uomo creato ad immagine e somiglianza di Dio, con la donna considerata di pari dignità dell'uomo. Una spiegazione confermata dallo stesso Michelangelo che descrivendo Vittoria Colonna, frequentata al tempo negli incontri dell'Ecclesia Viterbiensis, la definisce "un uomo in una donna".

Il legame messo in evidenza dalla mostra londinese prosegue ed ha il suo culmine nella competizione tra la realizzazione contemporanea della Resurrezione di Lazzaro, per mano di Sebastiano, e la Trasfigurazione del Raffaello. Del Piombo nel frattempo affina la sua arte pittorica basata sui colori, arrivando ad individuare un sistema per dipingere ad olio sul muro, dettaglio che manda in crisi il legame con Michelangelo, che rifiuta ogni supporto ne Il suffragio universale, indicando che dovrà essere per forza un affresco e di fatto bloccando le proposte di Sebastiano, insieme al loro ventennale rapporto, ormai giunto alla fine.

Dettagli importanti che potranno accendere una luce sulla tavola viterbese, piena di allegorie, sempre evidenziate dalla Barbieri: il rovo a lato del Cristo da leggere come corona di spine, la primula che indica la rinascita, il ruscello che va letto come fonte battesimale e il plelinunio che annuncia la Pasqua.

La Pietà si mostra quindi fondamentale per il museo londinese, che è già proprietario della Sacra Famiglia dipinta da Del Piombo su commissione del banchiere fiorentino Pier Francesco Borgherini, ritratto nell'opera stessa. Fino al 25 giugno sarà in mostra al National Gallery, un'occasione da più parti criticata o osteggiata per la comprensibile paura in merito alla fragilità della tavola, ma attualmente utilizzabile per fornire un'adeguata promozione al Museo Civico Rossi Danielli, sua sede naturale, allargandone prospettive e potenzialità.

Ne saremo in grado? Lo sapremo solo successivamente, e se non riusciremo sarà l'ennesima occasione mancata, specie considerando l'importanza di un tesoro come La pietà, e anche La Flagellazione, due delle opere più belle e importanti di Sebastiano del Piombo, di proprietà del Comune e quindi di tutta la cittadinanza.

Teresa Pierini

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