Gli amici veri ricordano Giorgio Capitani, scomparso un mese fa

PDFStampaE-mail

giorgio capitani, cittadino onorario, viterbese, saluto, trigesimo, mese morte, simona tartaglia, santuario santa rosa, giancarlo gabbianelli, facchini santa rosa, capoccioni, viterbo, etruria, la tua etruria, tuscia, alto lazio, tesori d'etruria, cultura, 2017, quotidiano culturale, eventi, manifestazioni, eventi culturali viterbesiVITERBO - Sono passati trenta giorni dall'addio a Giorgio Capitani, indimenticabile artista che ha scelto la città dei papi per tutte le sue ultime produzioni televisive, diventando prima cittadino onorario e poi residente a tutti gli effetti. Un amore verso Viterbo che ha generato un affetto impossibile da spegnere.

Lo hanno dimostrato i tanti amici presenti alla commemorazione del trigesimo, nel Santuario di Santa Rosa, con la messa celebrata da don Angelo Massi. Nessuna istituzione, nessuna presenza ufficiale, solo amici che hanno scelto di esserci, stando vicino a Simona Tartaglia, da un mese senza l'amato marito. Una cerimonia molto sentita, che si è conclusa con il saluto di alcuni presenti, invitati proprio da don Angelo a dedicare qualche parola all'amico Giorgio.

Un emozionato Gabbianelli ha ricordato l'uomo, l'amico: "La sua grande forse era la posizione dell'animo, che poi ha portato l'affetto da tutti i viterbesi. Ha realizzato tutte le sue ultime opere a Viterbo, da quando ha conosciuto questa città non si è mai distaccato.

Tanto ha dato alla cultura italiana - ha concluso l'ex sindaco - sia come regista che sceneggiatore e scrittore, invito alla lettura dei suoi libri, imperdibilli. La classe innata è stato fil rouge della sua vita, permettemi il collegamento in francese, sua patria natale, un grande nel far sentire gli altri grandi, e non lui, che lo era davvero. Dobbiamo ritenerci fortunati di averlo conosciuto e avuto tra noi.

 

Trasmetteva luce... tra le tante scene ricordo quando fece salire le scale della basilica della Quercia Francesca Cavallin, la giovane moglie del Generale Dalla Chiesa, in modo diagonale... diede luce particolare alla scena. Questo era Giorgio Capitani".

Roberto Capoccioni, l'ex Presidente del Sodalizio che nominò Capitani Ambasciatore dei Facchini di Santa Rosa, ha poi aggiungo due parole: "Il mio ruolo tra i Facchini è da tempo concluso, qui parlo come uomo: Giorgio ti metteva al tuo livello, seguendolo sul lavoro... mi sentivo regista con lui".

Pensieri usciti dal cuore, che rimangono impressi come ritratto della sua figura, a cui Viterbo, si spera, sarà in grado di dedicare qualcosa di importante, magari il teatro dell'Unione, legando per sempre il nome di Capitani con la città che ha tanto amato, splendidamente ricambiato.

Teresa Pierini

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna