Rocca Albornoz: inaugurazione nuova sala per la statua Veiovis

PDFStampaE-mail

inaugurazione, sala, veiovis, rocca albornoz, piacere etrusco, museo archeologico nazionale, polo museale lazio, viterbo, etruria, la tua etruria, tuscia, alto lazio, tesori d'etruria, cultura, 2017, quotidiano culturale, eventi, manifestazioni, eventi culturali viterbesiVITERBO - Questo pomeriggio, giovedì 27 aprile alle ore 16.00, il Polo Museale del Lazio, diretto da Edith Gabrielli, nella sede del Museo archeologico nazionale, Rocca Albornoz di Viterbo, diretto da Biancaneve Codacci Pisanelli, presenterà la nuova esposizione della statua in bronzo di Veiovis.

Alla cerimonia sarà presente  Ilaria Borletti Buitoni, sottosegretario di Stato del ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Seguiranno brevi interventi di Vincent Jolivet, Direttore del CNRS, il Centro Nazionale Ricerche Scientifiche per l’archeologia della Francia e di Carolina Botti, Direttore ALES e responsabile per il MiBACT del programma di gestione e promozione dell’ArtBonus.

La statua, il cui nome latino era Veiovis che come riporta Aulo Gellio “sagittas tenet quae sunt partae ad nocendum”,  fu rinvenuta il 20 ottobre 1955 a Monterazzano, sette chilometri a nord-est di Viterbo, durante gli scavi realizzati dall’Ente Maremma in occasione delle opere di bonifica agraria.

Custodita da subito presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma e successivamente nel Museo Civico di Viterbo è stata poi esposta nel Museo della Rocca Albornoz fino al 2013.

Ha costituito uno dei reperti di maggiore interesse in occasione di una mostra realizzata a Parigi nel 2013 ed è spesso richiesta per essere inserita in esposizioni organizzate da studiosi internazionali. Concepita in base ai prototipi statuari ellenistici, filtrati attraverso officine etrusche, è stata attribuita da Renato Bartoccini al I secolo D.C. e rappresenta una giovane divinità maschile dalla muscolatura vigorosa.

Il giovane calza sandali di cuoio, distinti con incisioni, fissati alla caviglia con lunghi legacci avvolti a più riprese intorno ai piedi. Il braccio sinistro è proteso verso l’alto con la mano nell’atto di stringere un elemento cilindrico scomparso, probabilmente un’asta o uno scettro; dall’omero sinistro scende un himation lanoso mentre il braccio destro stringe il fulmine tipico di Giove, rappresentato con due gemme dalle foglie ricurve che si sovrappongono alle punte di un dardo.

Il Museo Archeologico ha sede nella Rocca edificata nel 1354 dal Cardinale Albornoz come caposaldo militare e residenza papale in occasione del ritorno dei Papi nel Lazio dopo il soggiorno avignonese, annunciato nel 1335 e realizzato nel 1370. La struttura è stata oggetto di diversi ampliamenti voluti da Callisto III, Pio II Piccolomini, Sisto IV. Fondamentale l’interesse per il monumento da parte di Giulio II che affidò a Bramante l’incarico di rinnovare la Rocca realizzando il cortile e da parte di Polo III che fece realizzare la loggia che affaccia sulla piazza.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna