L'Unione è tornato, ora aspettiamo il Teatro

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Applausi ci possono stare, va bene, e con essi la passerella politca ad accogliere consensi, con il presidente della Regione Lazio Zingaretti e il sindaco Michelini benedicenti dal palco. Non va però dimenticato che il teatro deve essere innanzitutto contenuto, composto da spettacolo, teatro, musica, danza, tutte forme di arte che ieri non sono state minimamente sfiorate.

E già, davanti a tutte le istituzioni possibili, civili, militari e religiose, vescovo, prefetto, questore, numerosi sindaci del territorio, consiglieri regionali e comunali, sia di maggioranza che di opposizione e gran parte del mondo produttivo viterbese, l'unica novità colta sono state le visite guidate all'interno della struttura, con tanto di guida. Praticamente quello che già avviene in altri posti d'Italia dove di giorno si lucra con il biglietto (all'Arena di Verona si pagano 10 euro, senza guida e si fa pure la fila per entrare) ma la sera risuonano note e scrosciano applausi.

Nessuna parola sulla possibile gestione, bando o incarico diretto che sia, stiamo parlando di 50 mila euro per tentare di portare sul palco compagnie che già da mesi avranno pianificato l'intera gestione. Non resta che sperare in nuovi allestimenti e qualche numero zero, ma anche in questo caso serve un nome capace di trascinare all'Unione i colleghi più grandi.

Tornando alle parole dell'inaugurazione, il sindaco ha fatto un excursus storico sulla nascita del Teatro Unione, tracciando un ritratto della Viterbo Ottocentesca. E qui arriva la seconda nota stonata: comprendiamo perfettamente la necessità di adeguare alle normative antincendio e a tutte le regole previste, ma al primo impatto di quel secolo rimane molto poco; orribili le teatro unione, riconsegna lavori michelini, zingaretti, presentazione, sala, stampa, autorità,viterbo, etruria, la tua etruria, tuscia, alto lazio, tesori d'etruria, cultura, 2017, quotidiano culturale, eventi, manifestazioni, eventi culturali viterbesi poltrone pseudo poliestere e legno dal taglio spartano, con le file attaccate una all'altra per sfruttare al massimo lo spazio, senza la logica dello sfalzamento che viene adottata anche nei teatri parrocchiali da anni. Che siano state comprate nel primo lotto o dopo poco conta, sono decisamente poco adatte all'ambiente e visto che si sono spesi 6 milioni di euro, cifra ufficializzata dall'assessore Ricci, magari 200 poltrone si potevano riconsiderare.

La seconda cosa che salta all'occhio è il sipario, meraviglioso, telecomandato, nuovo, impeccabile, ma inesorabilmente blu, con mantovana rossa a contrasto e stemmino "finto antico" della città al centro. Tutto troppo posticcio, quasi piazzato a caso. Perché non mantenere il colore rosso del precedente?
Si è salvato l'affresco del soffitto, addiruttura restaurato da Emanule Ioppolo portato a decine di metri di altezza grazie alla ditta Fiorillo, opera d'arte che aveva subito piccoli danni dopo il terremoto del 30 ottobre scorso.

Sarà tutto funzionale, con l'ottimo lavoro sulla "graticcia" per le scenografie, posizionata a 18 metri di altezza, e la cassa acustica rimasta salva, si spera, in rispetto di uno dei palchi più grandi d'Europa. Ieri è stata anche sperimentata la prolunga del palco, che copre la buca destinata all'orchestra, estesa a 40 elementi, apribile a seconda delle necessità. Per giudicare perfettamente il lato artistico, l'acustica, la comodità di visione da parte dello spettatore aspetteremo l'apertura ufficiale, in programma il 4 luglio 2017 con i concerto della Marina Militare, quando saranno agibili anche i palchetti, ieri chiusi. Allora potremo veramente dire se il Teatro dell'Unione, al di là del gusto estetico, sarà tornato funzionale come un tempo.

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Le ultime parole del presidente Zingaretti che, prima di perdersi in discorsi su piazze e luoghi di aggregazione, ha dichiarato che il Lazio oggi è più ricco grazie al Teatro Unione, sottolineando come vada però vissuto dai cittadini. Caduta di stile, sottolineata anche da una nota del consigliere regionale Sabatini, con la dimenticanza del lavoro pregresso, quello fatto dalla presidente Polverini e dal sindaco Marini, quest'ultimo presente in sala.

Oltre alle visite guidate, immaginiamo frotte di giapponesi fotografanti, aspettiamo la passione dal palco, il sacro fuoco dell'arte. E' tutto il senso del teatro: etimologicamente "luogo destinato agli spettacoli".

Teresa Pierini

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