Il Teatro Unione rimane "in famiglia": il Comune verso l'assegnazione all'Atcl

PDFStampaE-mail

teatro unione, sipario, affidamento, atcl, ente regionale, diretto, esclusione, direttore artistico, viterbo, etruria, la tua etruria, tuscia, alto lazio, tesori d'etruria, cultura, 2017, quotidiano culturale, eventi, manifestazioni, eventi culturali viterbesiVITERBO - Non si fanno le nozze con i fichi secchi, d'accordo, ma non si può rischiare di organizzare comunque un banchetto con quel poco che si ha, sperando che tra 12 mesi la situazione sia migliore. E' questo ormai il destino del Teatro Unione: da bilancio per il 2017 sono 50 mila, mentre il previsionale del prossimo sarebbero 100 mila; troppo pochi per investirli su un direttore artistico di grido e quindi si vira sul settore pubblico, che dovrebbe, secondo gli uffici comunali, esulare dai bandi e dalle gare.

Peccato che organizzare ora una stagione alla "volemose bene", attendendo i risultati a maggio 2018... riporterà, l'anno dopo l'impossibililtà, di una pianificazione decente, con scontato rinnovo a chi ha appena concluso.

Andiamo per ordine: l'amministrazione Michelini è orientata all'affidamento della stagione all'Atcl, Associazione teatrale fra i Comuni del Lazio, ente di proprietà pubblica, dove sia il Comune che la Regione risultano soci. Una cosa di famiglia, si potrebbe dire.

La notizia è confermata dall'assessore alla cultura, Delli Iaconi che spiega così i termini del possibiile accordo: "Investire su un direttore artistico sarebbe stato semplicemente una spesa - ha confermato - una persona pur di spessore che avrebbe preso la cifra esclusivamente per decidere gli spettacoli, il resto sarebbe rimasto a carico del Comune, ma non ci sono i soldi per rischiare.

Abbiamo quindi deciso di confrontarci con l'Atcl, che ha già la sua struttura, per avere un programma, un cartellone da proporre per la stagione 2017/18. Fin da subito abbiamo preteso il coinvolgimento di realtà locali e questa sarà una delle condizioni. Al momento come ammininistrazione mettiamo a disposizione 50mila euro e il costo dovrà tenere conto di questa cifra, vedremo i risultati dell'anno con la vendita dei biglietti e a fine stagione divideremo gli eventuali costi rimasti da saldare dividendo a metà con l'Atcl e quindi la Regione. Perché è ovvio che non ci sarà guadagno. Il conteggio sarà fatto a consultivo. Abbiamo verificato che, essendo un soggetto pubblico, possiamo procedere ad affidamento, e questa decisione sarà portata a breve in commissione, dove la discuteremo".

Che un teatro non debba necessariamente guadagnare non è condivisibile, bisogna vedere come si lavora. E poi, possibile che nessuno era in grado di avviare questa prima stagione con scarsi mezzi, concentrandosi fin dall'autunno 2017 per l'anno dopo, chiediamo all'assessore: "Mancava il soggetto economico e la possiblità di aprire ai privati avrebbe previsto una fidejussione da un milione di euro, indispensabili a garanzia del bene, il Teatro dell'Unione, che andavamo a concedere per almeno tre anni, chi avrebbe fatto questo salto nel buio?".

teatro unione, sipario, affidamento, atcl, ente regionale, diretto, esclusione, direttore artistico, viterbo, etruria, la tua etruria, tuscia, alto lazio, tesori d'etruria, cultura, 2017, quotidiano culturale, eventi, manifestazioni, eventi culturali viterbesiDalle nostre informazioni c'era un certo interesse, tante le realtà che si erano mosse, moltissimi personaggi del mondo dello spettacolo presenti nel viterbese erano disposti a confrontarsi. Ma nessuno di questi era stato invitato alla consegna del teatro, lo scorso martedì, un particolare che ha fatto pensare e discutere. Oggi abbiamo la risposta.

Non sappiamo cosa ci siamo persi, di certo non lo sapremo mai, non si è minimamente tentato il bando, la strada è stata sprangata a priori, e, anche se ufficialmente la stagione sarà per il solo 2017/18, nessuno sarà in grado di lavorare sulla prossima, se non chi è già dentro, con nuovo accordo per uno o più anni successivi. Non sappiamo nemmeno cosa sarà proposto, e siamo certi che sarà anche di qualità. Resta l'ennesimo dubbio su un'operazione preconfezionata dentro quattro mura, che non ha permesso alcuna apertura al di fuori delle stanze di chi conta.

E' il dettaglio tutto viterbese che non farà mai crescere questa città.

Teresa Pierini

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna