Spazi e dipinti delle tombe di Tarquinia: Matilde Marzullo presenta due libri

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Le tombe dipinte di Tarquinia (patrimonio dell’Unesco dal 2004) costituiscono uno dei fenomeni più noti ed indagati del contesto funerario etrusco e il lavoro che si presenta è la più importante e completa sintesi per la conoscenza di questo inestimabile patrimonio. Si va dai risultati della ricerca condotta nel corso di quasi dieci anni che ha permesso di riconoscere e documentare circa cinquecento ipogei dipinti nella sola Tarquinia nel primo volume, Grotte Cornetane: Materiali e apparato critico per lo studio delle tombe dipinte di Tarquinia, all’analisi delle vicende storico-sociali che sono alla radice della loro formazione e del loro sviluppo nel secondo volume, Spazi sepolti e dimensioni dipinte nelle tombe etrusche di Tarquinia.

I materiali oggetto dello studio sono spesso del tutto inediti e la progettazione anche in veste digitale permette di appezzare complessivamente l'insieme dei dati raccolti, offrendo uno strumento nuovo, che descrive per la prima volta in maniera integrale l'evoluzione dei sistemi stilistici e compositivi all’interno dei monumenti tarquiniesi, svelando il loro significato per la comunità dell’epoca.

Introduce Alfonsina Russo, Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma, la Provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, presentano i volumi Gilda Bartoloni, Sapienza - Università di Roma, Maria Bonghi Jovino, Università degli Studi di Milano, Stefano De Caro, Direttore Generale del Centro internazionale di studi per la conservazione ed il restauro dei beni culturali (ICCROM).

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