"Scelte da bifolchi in frac": Gian Maria Cervo replica sulla politica locale e sull'Unione

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Gian Maria Cervo, direttore artistico del festival Quartieri dell'Arte, settimo classificato nel bando Regionale, primo non romano, capofila del progetto EU Collective Plays, interviene in prima persona, anche per rispondere ai tantissimi che si sono esposti considerandolo la giusta figura per la rinascita dell'Unione, appena riconsegnato alla città e al momento esclusivamente edificio storico, perché per diventare Teatro c'è bisogno del contenuto, non basta certo il contenitore.

Cervo ha risposto senza remore alle nostre domande.

Pare che la strada sia ormai tracciata, cosa pensa dell'eventuale coinvolgimento dell'Atcl?

“E' assolutametne sbagliata, non per quello che è l'associazione, ma per la scelta di base. Un'associazione regionale tra i comuni del Lazio dovrebbe preoccuparsi di portare teatro nei luoghi dove non c'è, stimolare l'ambiente, non venire qui dove c'è un fermento culturale incredibile che andava solo coinvolto. Mi stupisco di Zingaretti che l'ha permesso o caldeggiato, questo è il peggior frutto della politica culturale viterbese. Ma ci siamo già scordati i cartelloni della stagione affissi per la città, che annunciavano una stagione targata Atcl chissà dove, e al Comune non se sapevano nulla?”

Vero, al tempo fu una brutta gaffes, con cartelloni e stagione annunciata dall'Atcl sconfessata ed eliminata. Cosa è stato fatto dal mondo culturale viterbese per evitare questo?

“Personalmente dico tantissimo. Spiego. Tutte le città che ambiscono a diventare centro culturale hanno un centro di produzione teatrale, è l'unica strada ed è quella che indichiamo da tempo con incontri e riunioni. Che l'amministrazione pensi che le risorse locali, eccellenze riconosciute in Europa, non sia in grado di dirigere il teatro la dice lunga sulla loro ignoranza. Devono rendersi conto che le loro scelte sono proietttate sugli altri e se sono sbagliate si perdono occasioni. Da tempo propongo insieme ad altre associazioni di creare un progetto da presentare al Mibact, che vede come nucleo il centro di produzione teatrale. Sono bandi che escono ogni 3 anni e se perdiamo questa occasione, come pare, perdiamo una fonte di finanziamento fino al 2021. E' brutto pensarlo, ma questo territorio è condannato da 'scelte fatte da bifolchi in frac', condannandolo alla depressione. Signori di campagna che, da sempre, vogliono tenere la città lontana da tutto, siamo un'enclave dove si rischia solo l'omertà”.

Un quadro decisamente deprimente, che va ben oltre all'assegnazione di un cartellone, ma diventa progettuale. E' ancora possibile fare qualcosa?

“Abbiamo avuto notizia delle scelte, mentre da mesi ci incontriamo e tutto doveva rimanere chiuso in una stanza, credo che sia il momento di uscire allo scoperto, perché se ormai sembra impossibile ottenere i fondi del Mibact per il centro di produzione, si faccia almeno un progetto per una compagnia in residenza, i finanziamenti saranno minori ma almeno inizia qualcosa.
Per il centro di produzione, per cui parliamo di circa 350/400 mila euro di possibili fondi ministeriali, mentre qui ci blocchiamo su 50mila a bilancio comunale, è indispensabile un teatro a gestione esclusiva, che si sarebbe prodotto in 3.500 giornate lavorative annuali, una media di 10 persone che vivono di cultura ogni giorno. Questo era il progetto su cui lavoravamo e che non poteva uscire dalle stanze del palazzo. Perché? Non chiedetelo a me. Ora va bene pure il ripiego, la compagnia in residenza, ma almeno stavolta voglio che dal Comune si espongano, annuncino la notizia, preparino il bando.
Nell'ultimo freschissimo incontro, di ieri, per l'ennesima volta si chiede silenzio. Ora basta, parlo io. Il sindaco dice che con 50 mila euro guadagnava solo il direttore artistico? Non esiste. Un direttore artistico ha diritto di intervenire anche sugli arredi, su come vengono realizzati. Voglio proprio vedere quel … bel sipario blu, le famose poltrone, e come sono stati risistemati i palchetti, non vedo l'ora, perchè da quello che ho visto... vogliamo parlare di cafonata?”.

Quindi ora o mai più?

“Certo, la proposta c'è, ed è ancora attuabile. Voglio che gli universi paralleli che ci hanno raccontato siano veri, diventino verificabili. L'assessore dice che non fa annunci ma preferisce fare fatti? Come per l'Atcl, no? E' stato sbandierato ai quattro venti e ancora non c'è un programma e nemmeno l'accordo. Pretendo rispetto e corenza".

Teresa Pierini

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