Le biciclette di Erika, la Roma perduta di Marina: insieme l'amore per l'arte

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Il taglio del nastro sabato scorso, soffocati da un caldo increbile, non solo atmosferico ma anche legato alla struttura su cui l'amministrazione dovrà necessariamente intervenire se vuole utilizzare questo luogo come spazio espositivo.

Erika in rosso fiammante ha accolto un'amica, Marina Ripa di Meana, a Viterbo per omaggiarla e presentare il suo ultimo libro "Colazione al Grand Hotel" (guarda l'intervista alle due protagoniste cliccando qui). E quale posto poteva essere migliore della piscinetta che circonda la Pensilina?. Tavoli e sedie in plexiglass trasparente in acqua, Marina e Erika dietro il tavolo, tutte intorno le coraggiose e i coraggiosi che, scarpe in mano, hanno voluto far parte della coreografia. Un'installazione pop all'interno della mostra stessa.

"Erika è fantatica - esordisce Marina - le sue opere rappresentano esattamente la sua arte, e sono felice di condividere con lei questo spazio. Il mio libro è la storia di Roma, la mia Roma perduta, dove si Erika Canesini, MArin Ripa di Meana, colazione al grand hotel, mostra, recycled soul, pensilina, sacrario, viterbo, etruria, la tua etruria, tuscia, alto lazio, tesori d'etruria, cultura, 2017, quotidiano culturale, eventi, manifestazioni, eventi culturali viterbesiincontravano artisti e si discuteva di cultura. Erano i tempi in cui ero la compagna di Franco Angeli, e il libro nasce proprio ricordando le colazioni al Grand Hotel, tutti passavano di li. Ero spesso a tavola con Alberto Moravia e Goffredo Parise, con cui era vietato parlare di letteratura mentre si raccontavano come uomini. Ricordo che Moravia, disperato dopo che Dacia Maraini lo aveva lasciato, ci disse che si sarebbe ucciso, buttato sotto una macchina, gli chiedemmo se lo avrebbe fatto col traffico della mattina e lui rispose 'No, io la mattina lavoro!'. E sempre loro sono al centro della parte dedicata a Scalfari, che incontrandomi mi domandò come fossi riuscita a convincere i due a scrivere su Playman, a corredo delle mie foto scabrose. Non sapeva che tutto nacque da loro, ero sempre senza soldi e mi pagavano bene, furono Moravia e Parise a dire che, dal momento che i soldi non puzzano, loro avrebbero giocato sulla mia immagine scrivendo due articoli a corredo delle foto, per nobilitare l'uscita e non far prendere un colpo ai miei familiari.

Non so se tornerà mai quella Roma, se torneranno quei momenti. La vita è fatta di corsi e ricorsi storici, auguriamoci di toccare davvvero il fondo, sempre se non l'abbiamo già toccato, per rinascere".

Sull'arte Marina ha confessato di non aver studiato molto ma di aver sempre amato il bello: "Come le opere di Erika, bella come persona, bravissima come artista, e posso dire che l'ho notata per prima, lanciandola nel mondo dell'arte e comprando una delle sue 'biciclette' che troneggia nel mio salotto insieme alle opere dei grandi di quella Roma perduta".

Colazione al Grand Hotel ha avuto talmente successo che Marina sta già lavorando su un secondo libro che prosegua sulla via del racconto di quel periodo e della grande bellezza che ha rappresentato.

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La mostra proseguirà fino al 20 luglio 2017, apertura tutti i giorni dalle 18 alle 22, e alcune opere di Erika Calesini sono esposte nel centro storico della città, all'interno di Caffeina.

Il 12 luglio è in programma la presentazione dell'opera realizzata dai bambini dell'asilo Naturilandia, con età dai 3 ai 6 anni, che stanno imparando in alcuni labortori insieme all'artista il valore degli oggetti da riciclo che diventeranno arte.

Teresa Pierini

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