Teatro Unione, un'idea per domani. Il duo Poli & Antoniozzi pronto a stupire

PDFStampaE-mail

antonio poli, tenore, valentino, traviata, succeso, mondiale, intervista, teatro unione, alfonso antoniozzi, viterbo, etruria, la tua etruria, tuscia, alto lazio, tesori d'etruria, cultura, 2017, quotidiano culturale, eventi, manifestazioni, eventi culturali viterbesi VITERBO - Sono i giorni in cui, tra amministrazione e Atcl, si stilerà, forse, il programma della stagione 2017/18.

Sembra ormai assodato, sia per mancanza di soldi che per mancanza di interesse a cercare in città.

Lo faranno il prossimo anno, magari, e in attesa di decisioni maggiormente illuminate e vicine al territorio, dopo il parere di Gian Maria Cervo (leggi "Scelte da bifolchi in frac": Gian Maria Cervo replica sulla politica locale e sull'Unione), la parola passa oggi ad Antonio Poli, tenore viterbese, conosciuto nel mondo nonostante la giovane età.

Anche Antonio dimostra di avere le idee chiare e un grande attaccamento al cuore culturale della città: il teatro.

Ritorna a disposizione il teatro Unione, ma un teatro diventa tale per i contenuti e non per l'edificio. Cosa servirebbe alla città?

“Rivivere il Teatro. Servirebbe qualcuno che riaccenda il cuore dei viterbesi e li invogli a rimettere piede in un Teatro per ogni tipo di spettacolo: dalla prosa all'opera lirica, ai concerti ecc. Il teatro e stato chiuso per 8 anni e prima si facevano pochissimi spettacoli, ai quali chiaramente i cittadini rispondevano con enorme entusiasmo. Ricordiamo per esempio un Barbiere di Siviglia con la regia di Alfonso Antoniozzi al quale dovettero mettere maxi schermi in piazza perché il teatro era sold out per tutte le recite.

A Viterbo le persone non sanno neanche che il Teatro ha riaperto, non hanno più l'abitudine di programmare la loro settimana includendo un giorno di teatro. È questo quello che deve accadere a Viterbo. Dobbiamo riaccendere la passione”.

La città è in fermento per il possibile affidamento all'Atcl, ci potevano essere idee migliori?

“L'affidamento all'Atcl, che è comunque un ente che produce, a parer mio è un modo per lavarsi le mani visto, che i contributi comunali non permettono di creare una stagione degna. Il problema è che, a parer mio ovvio, il destino del Teatro cittadino lo stanno decidendo le persone sbagliate. Con tutto il rispetto: ma nella giunta comunale ci sono persone che hanno fatto teatro, che hanno messo piede in palcoscenico, che hanno avuto una carriera internazionale, che sanno come funziona il mondo del teatro? Non mi pare proprio. E allora? E come se io un giorno mi svegliassi e decidessi di fare il sindaco, o l'assessore. Con quali basi? Secondo me la prima cosa giusta da fare, visto che abbiamo le persone giuste, sarebbe stata quella di alzare il telefono e convocare tutti le eccellenze locali e chiedere loro un parere su una possibile gestione, idee, progetti. Nulla di questo è stato fatto e sinceramente lo dico con estrema amarezza. Ammetto che come altri colleghi ci soffriamo, visto che in giro per il mondo veniamo acclamati come imperatori e nella nostra città non veniamo neppure presi in considerazione. Voi credete che noi siamo felici, pura lavorando ed essendo famosi in tutto il mondo, di vedere che il nostro teatro, che la nostra città non produce arte? Nemmeno per sogno. Noi facciamo questo mestiere perché lo amiamo, perché ogni volta che mettiamo piede in teatro ci sentiamo a casa. Capite cosa significa per noi tale situazione?”

Questo è tristemente comprensibile, certo, ma proviamo ad essere positivi: con il Ridotto ancora non disponibile, sperando che lo sia a fine anno, cosa di può fare per il bene del mondo musicale cittadino?

“Beh sicuramente fare più visite guidate possibili, fare pubblicità e chiedere ai viterbesi di venire a vedere il loro teatro. Poi se almeno per il primo anno non ci sono abbastanza soldi, creare sinergia con gli artisti locali e fare più spettacoli possibili in teatro usando i fondi e lo sbigliettamento. Io sono sicuro che tutti avrebbero voglia di creare sinergia a patto che siano le istituzioni a chiamare e chiedere di fare qualcosa. Non è possibile che ci sia totale austerità da parte loro. È inammissibile”.

antonio poli, tenore, valentino, traviata, succeso, mondiale, intervista, teatro unione, alfonso antoniozzi, viterbo, etruria, la tua etruria, tuscia, alto lazio, tesori d'etruria, cultura, 2017, quotidiano culturale, eventi, manifestazioni, eventi culturali viterbesi Chiudiamo sempre positivi... una proposta per una gestione dell'Unione?

“Per me, e lo dico con estrema convinzione, l'unica persona che è in grado di gestire il Teatro Unione è Alfonso Antoniozzi. Non lo dico perché è stato il mio mentore, perché è mio amico. Lo dico perché è un uomo di una genialità inaudita, un Artista che ha calcato e continua a calcare palcoscenici da 30 anni, che conosce come funziona il Teatro in ogni minimo particolare. È un attore, un cantante, un regista, un uomo poliedrico. Ed è uno dei pochi che ha contatti diretti con i teatri di tutta Italia perché ci lavora. Non solo: ricordiamoci che oltre a questo serva qualcuno che riesca a creare un legame tra gli artisti che verrano in teatro ad esibirsi e le istituzioni viterbesi. Noi ci stiamo sentendo da giorni perchè io gli ho proposto varie idee e stiamo cercando di creare qualcosa di competitivo che sicuramente presenteremo. Ora come ora non possiamo dire nulla ma quello che voglio dire è che nonostante non siamo neanche stati ascoltati, noi amiamo questa città è vogliamo agire per quest'ultima”.

Teresa Pierini

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna