Applausi per la Banda della Marina ma l'Unione fa ancora discutere

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concerto marina, teatro unione, inaugurazione, fioroni, musica, viterbo, etruria, la tua etruria, tuscia, alto lazio, tesori d'etruria, cultura, 2017, quotidiano culturale, eventi, manifestazioni, eventi culturali viterbesiVITERBO – Inaugurato il teatro Unione, dopo la riconsegna alla città è arrivata anche la musica, per par condicio della politica cittadina che ha potuto dividersi la vetrina: a presenziare il primo incontro il consigliere Panunzi con il presidente Zingaretti, a benedire il secondo l'onorevole Fioroni e tutta l'amministrazione; stavolta, sullo sfondo i cittadini che hanno strappato uno dei biglietti gratuiti disponibili, volatilizzati in una giornata.

Protagonista la Banda musicale della Marina Militare, applauditissima per uno spettacolo gioioso e piacevole, iniziato con l'inno nazionale, Il canto degli italiani, spaziato poi su grandi opere riscritte per banda di Berlioz, Rossini e Verdi, per stupire con composizioni più rare, come la Quintessenza di De Meij a 5 note, l'irruenza americana della Folk Rhapsody di Grunduman. In chiusura l'omaggio a Morricone con le sue colonne sonore più magiche, e quello ai Pink Floyd, con l'aggiunta di batteria, basso e chitarra elettrica. Un pizzico di ironia nell'immancabile bis, La donna è mobile dal Rigoletto di Verdi, proposta nel gioco tra il direttore e il solista, viterbese, ammonito e addirittura espulso, con cartellini calcistici, tra le risate del pubblico.

Saluti finali con La ritirata di Tommaso Mario, l'ultimo tradizionale brano proposto dalla banda della Marina.
L'appuntamento viterbese aveva un valore speciale per la città, la verifica dell'acustica, che sembra ottimale nonostante sia difficile comprenderla con una banda, con la forte sonorità degli ottoni, la tenuta di tutta la struttura, riaperta in tutti gli ordini di palco, dal primo al quarto, l'accensione dell'impianto di condizionamento, completamente nuovo.

 

Il risultato sembra positivo, nonostante le polemiche sulla spesa, più di 15 mila euro (pare principalmente per creare la quinta che ancora non è presente), impegnati su una sola giornata fruita da circa seicento persone, mentre per l'intera stagione l'amministrazione ha accantonato solo 50 mila euro.

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Molto abbiamo scritto e molto ci sarà da scrivere sul futuro del teatro, non ci sottrarremo come sempre. Per ora ben vengano i primi applausi tornati a riempire il vuoto dell'Unione, sperando che tanti errori non si ripetano.

Teresa Pierini