Michelini invita Antoniozzi al sopralluogo dell'Unione. Il risultato è imbarazzante

PDFStampaE-mail

teatro unione, lavori, graticcia, restauro, bsagliato, mancanza palco, impossibile lavorare. viterbo, etruria, la tua etruria, tuscia, alto lazio, tesori d'etruria, cultura, 2017, quotidiano culturale, eventi, manifestazioni, eventi culturali viterbesiVITERBO - Entrare al Teatro Unione come giornalista e non come addetto ai lavori "da palco" non è cosa facile, perché non permette l'esatta verifica della funzionalità.

Era impossibile restare in silenzio di fronte al sipario blu (che ancora non si comprende, trovatelo un altro sipario scuro in un teatro degno nel nome.... se ci riuscite), dell'arlecchino rosso messo li come i cavoli a merenda, dello stemma di Viterbo stampato in plexiglass, ridatece il nostro vecchio caro stemma da sempre attaccato lassù... le poltrone stile sala aspetto medico di base, il poggiamani rimasto color begie, che faceva pendant con il sipario e le sedie che furono. Insomma, ad occhio nudo e profano sono state tante le contraddizioni ma serviva una prova sul campo, una dimostrazione di utilizzo, che è regolarmente avvenuta con il concerto della banda della Marina militare lo scorso 4 luglio.

La seconda inaugurazione, la prima si era concretizzata nella consegna chiavi, ha dimostrato che per creare una quinta decente è stato necessario spendere praticamente 17mila euro di allestimento palco. E allora a che serve la fantomatica graticcia su su... in cielo? A scoperchiare la pentola Alfonso Antoniozzi che nel consiglio comunale aperto era stato chiaro: "Se quello è il palco, vuoto, senza nulla per lavorare, vi hanno fregato!". Il sindaco Michelini a quel punto ha invitato il baritono e regista a verificare il palco, per dare il suo parere.

Ed eccolo il suo parere, nudo e crudo, come pubblicato su Fb dopo il sopralluogo, con foto allegata: "Questa è la soffitta del Teatro Unione. Niente rocchetti, niente corde, niente stanghe, niente tiri, a terra niente mantegni, niente americane (attrezzate o meno), niente tiri elettrificati. Niente. Di fatto il teatro é al momento inutilizzabile per l'allestimento di spettacoli "canonici" ossia che abbiano cieli, soffitti, quinte, proiettori. Non é polemica. È che hanno riaperto un teatro e stanziato dei fondi per un'attività teatrale in uno spazio non attrezzato per svolgere attività teatrali. È un dato di fatto. Non é un punto di vista.
Come osservazione accessoria: l'arlecchino non è montato su un tiro mobile quindi non è previsto possa essere alzato o abbassato, situazione che non si può correggere facendo diventare mobile il tiro, perché hanno usato poca stoffa e quindi troppo in alto sta e troppo in alto ce lo teniamo. Inoltre finestre di destra e lucernario non sono stati dotati di un meccanismo di oscuramento".

teatro unione, lavori, graticcia, restauro, bsagliato, mancanza palco, impossibile lavorare. viterbo, etruria, la tua etruria, tuscia, alto lazio, tesori d'etruria, cultura, 2017, quotidiano culturale, eventi, manifestazioni, eventi culturali viterbesiNon solo, Antoniozzi regala una serie infinita di esempi, tra qui questo dettaglio della plate (vedi foto a lato): "Per gli amanti dell'aneddotica: ora il teatro ha le poltrone e l'arlecchino del medesimo colore (rosso, ma troppo acceso), i braccioli ciliegio chiaro, le sedie dei palchi di un altro tono di rosso (scuro, almeno quello) il sipario blu e le balaustre dei palchi beige (ossia non le hanno toccate dopo l'ultimo restauro). 
Ci si chiede, senza polemiche, se alla testa del design ci sia stato Ray Charles".

Qualcosa su cui ridere però c'è... il sipario si apre col telecomando.

Teresa Pierini

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna