Caligola a Ferento: teatro danza tutto al femminile

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1958, testo incentrato sul delirio del potere, domani sera, martedì 25 luglio, nella splendida cornice dell'antico teatro di Ferento,  va in scena "Caligola, Homme Absurde e Homme Révolté", spettacolo di danza teatro, drammaturgia di Tringali/Gatti; regia e coreografia di Aurelio Gatti, musica originale
di Lucrezio de Seta.

La messainscena è scabra e tutta al femminile: Caligola interpretato da Cinzia Maccagnano ( in doppio con la figura della sorella/amante Drusilla - Vittoria Faro), Scipione ( il giovane poeta, pupillo e innamorato di Caligola – Elisabetta Ventura ), due soldati/ guardie , quasi amazzoni (Carlotta Bruni e Rosa Merlino) e la devota e sacrificata sposa Cesonia (Luna Marongiu). Cherea ( il senatore/filosofo che guida la congiura contro Caligola) è consegnato a Sebastiano Tringali, unica presenza maschile.

Camus lavorò a questo testo nel corso di vent'anni – dal 1937 fino alla versione "definitiva" pubblicata nel 1958. La rielaborazione fu profonda: le tre stesure definitive presentano rilevanti differenze. Nella versione del 1941 acquistano rilievo i personaggi dello schiavo Elicone e del letterato Cherea‚ filosofo materialista che fa da antagonista allo stesso imperatore.

L'opera inizia con la scomparsa di Caligola in seguito alla morte della sorella/amante Drusilla‚ un personaggio chiave sul quale gravita la “trasformazione”dell'imperatore‚ che viene descritto dai senatori come un principe ideale: un condottiero‚ generoso e amato dal popolo‚ ma con un difetto: amava troppo la letteratura. La narrazione di Camus è molto veloce come la trasformazione dell'imperatore... Caligola è in preda alla pazzia ma con i suoi comportamenti influenza e mette nella condizione di interrogarsi, costringe a pensare‚ mette in pericolo la normalità‚... il dramma di Camus si conclude con il discorso in cui Caligola comprende che la felicità è irraggiungibile ma anche il dolore non ha senso perché nulla dura a lungo:  "...Ma non sono pazzo e posso dire perfino di non essere mai stato così ragionevole come ora. Semplicemente mi sono sentito all'improvviso un bisogno di impossibile. Le cose così come sono non mi sembrano soddisfacenti. [...] è vero‚ ma non lo sapevo prima. Adesso lo so. Questo mondo così com'è fatto non è sopportabile. Ho bisogno della luna‚ o della felicità o dell'immortalità‚ di qualcosa che sia demente forse‚ ma che non sia di questo mondo".