"Opere d'arte nell'incuria? Niente di più falso". Sul Museo civico parla la direttrice Grassi

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Ora che si parla di collocare, almeno in mostra, tre di queste opere a Palazzo dei Priori tornano prepotentemente alla ribalta le difficoltà incontrate.

Ad affrontare l'emergenza fu la direttrice, dottoressa Orsola Grassi, da pochi mesi in pensione, che oggi si sente chiamata in causa da più parti e tiene a sottolineare la sua posizione.

"Al crollo della pinacoteca affrontammo un trasferimento dei quadri al secondo piano, almeno quelli che era possibile - precisa la ex-direttrice -. Alcuni erano troppo grandi, non passavano dalla porta e si decise di conservarli custoditi nella Sala VI, ricoperti da tessuto idoneo, come richiesto dalla Soprintendenza ai beni storici e artistici di Roma, e periodicamente controllati sia dal personale del museo che dalla Soprintendenza stessa e dall'Istituto centrale del restauro".

In questo modo non era chiaramente possibile ammirare le tre opere, tutte meritevoli di interesse ovviamente: l'Assunzione di Maria di Giovan Francesco Romanelli (1610-1662), Adorazione dei Magi di Cesare Nebbia (1536 – 1614), Morte di Maria di Aurelio Lomi (1556-1624) (due di queste opere sono visibili nella foto, scattata nel periodo di prestito della Pietà al National Gallery)

"Nel 2014 si decise di sistemare i tre dipinti dietro i pannelli esplicativi dei capolavori di Sebastiano Del Piombo - prosegue la dottoressa Grassi - visibili nelle tre pareti dietro le due bellissime pale, considerando anche che sarebbe stata una collocazione provvisoria, essendo ormai la ristrutturazione della pinacoteca in fase avanzata. Non solo, in questo modo si sarebbe liberata la Sala VI,a  tutto vantaggio della fruizione dei capolavori in essa conservati. Anche grazie a questa azione è stato possibile riaprire, sempre nel 2014 il museo civico, alla presenza di tutta l'amministrazione e dal critico Vittorio Sgarbi. Quello che più mi stupisce è venire a sapere che un ex assessore, sempre presente in queste fasi, sempre a conoscenza della azioni compiute, oggi sia in grado di annunciare polemiche e scoop, denigrando il lavoro fatto e rischiando di far passare un messaggio errato, riguardante tele preziose lasciata all'incuria e ad degrado. Tutto è stato protetto nel migliore dei modi, e si può constatare tranquillamente. Se qualcuno vuole creare polemiche per attaccare l'amminsitrazione dovrebbe evitare di farlo dichiarando falsità e imprecisioni".

Se le tre opere saranno esposte nella Sala della Madonna a Palazzo dei Priori, in occasione del centenario del Patto d'Amore, atto di devozione per la Madonna della Quercia, sarà merito anche di chi, affrontando l'emergenza, ha protetto e custodito opere così belle e importanti.

Teresa Pierini

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