“Transumar cantando e trasumanar“ la tradizione dell'ottava rima a Fashion & food

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L'occasione per presentare lo spettacolo “Transumar cantando e trasumanar“, ideato da Pietro Benedetti per le terme di Diocleziano a Roma, che si rifà ad una precedente forma di spettacolo standard da lui portata in numerosissime piazze. Nel rispetto del territorio, in questa occasione viene riproposta sulle tradizioni contadine della Maremma Laziale ed in particolare dei Butteri delle campagne di Pescia Romana e Montalto di Castro.

"Tutto ciò è frutto di una ricerca sul campo e l’occasione offerta dal Magic Country di Pescia romana nella persona di Giuseppe Simonelli è ghiotta - sottolinea Benedetti -. La tradizione quindi attrae la moda e il cibo e la memoria diventa necessaria per intraprendere il domani in modo migliore. Uno spettacolo che va dal teatro, alla poesia, alla musica con i migliori interpreti dell’improvvisazione. Nell’ambito dell’evento 'Fashion e food' cercherò in maniera simpatica di riproporre l’antica tradizione della poesia improvvisata Ottava Rima e quella legata al suono della Saltarella terzine e quartine, e con la Saltarella ci si potrà in balli tradizionali dei monti Laziali.

Mi attrae molto il manifesto per quella dedica ad Alfredo Bini, produttore del Cinema di Ricerca italiano, - conclude l'autore e poeta - vissuto per tanto tempo in quel luogo, quando, dimenticato dal nostro cinema, grazie all’amicizia di Giuseppe Simonelli poté vivere serenamente. Un plauso all’assessore. alla cultura di Montalto di Castro Silvia Nardi per aver sponsorizzato l’evento".

“Transumar cantando e trasumanar“ è in programma nell’ambito di Fashion & Food, domenica 20 agosto ore 21, Magic Country di Pescia Romana via Chiarone 3.

 

Note di regia: I poeti all’ Cantori dell’ Ottava Rima, incontro spettacolo a cura di Pietro Benedetti.

Narrazione poetica dei percorsi della transumanza che tiene conto di una ricerca effettuata sul campo, con la transumanza arrivano al mare, agro romano, maremma, le antiche tradizioni delle montagne laziali. La gastronomia, l’arte, la poesia estemporanea (ottave, quartine, terzine ), la musica saltarella con la sua frenetica danza.

L’ottava rima è un metro usato già nei cantari trecenteschi, arrivato fino a noi grazie all’attività orale dei nostri Poeti a Braccio, che nei secoli hanno reiterato questa pratica attribuendole per sempre una connotazione popolare, legata in linea di massima alle regioni centrali del nostro Paese: Toscana, Lazio e Abruzzo.

Con Pietro Benedetti, conduttore e poeta da Tuscania (VT), Alessandro Calabresi, poeta e organettista da Bacugno (RI), Dante Valentini, poeta da Bacugno (RI); Slle ciaramelle Enrico Mariani, da castiglione di Montereale (RI). Conduce Pietro Benedetti.

Eccovi qualche indicazione per approfondire la conoscenza di uno spettacolo con una forza popolare già godibile di suo, dove il coinvolgimento del pubblico cammina pari passo con la sfida dei contendenti:
L’ottava rima è composta da stanze di otto versi endecasillabi. Lo schema delle rime di ogni stanza è A B A B A B C C: ciò significa che rimano tra loro i versi I, III e V i versi II, IV e VI e i versi VII e VIII. I poeti durante l’improvvisazione si avvalgono di una melodia molto antica che da loro la misura del verso e la misura della stanza. Dallo scorrere della melodia è infatti possibile conoscere in ogni momento a quale verso dell’ottava il poeta si trovi e quante sillabe manchino ancora alla chiusura del verso.

Poiché è difficile stabilire dei canoni qualitativi comuni per quanto riguarda la poesia estemporanea possiamo soltanto stabilire dei parametri formali che possano essere utilizzati dall’ascoltatore nel valutare delle ottave improvvisate:
1) Ripresa della rima lasciata dal poeta precedente
2) Esatta successione delle rime nello svolgimento dell’ottava (ABABABCC)
3) Corretta lunghezza dei versi che devono essere sempre endecasillabi.

Non è tuttavia sufficiente improvvisare un’ottava formalmente corretta perché questa la si possa considerare soddisfacente; occorre sempre valutare il contenuto dell’ottava stessa; la qualità delle rime scelte dal poeta, l’attinenza al tema qualora vi sia un tema assegnato, la presenza di figure retoriche più o meno articolate e, non ultima per importanza, l’originalità della chiusa finale e del concetto espresso. La bravura del poeta va valutata in oltre nel modo in cui “ricama” l’ottava, nelle similitudini che riesce a creare, la suggestione che in quel momento riesce a suscitare negli ascoltatori, la sveltezza a trovare il giusto verso.