Intreccio di creatività a Linguaggi d'arte

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galleria chigi, viterbo, arte, mostre, personale, silvio merlani, viterbo,VITERBO – Inaugurata venerdì 29 giugno, prosegue alla Galleria Chigi la personale di  arte visiva “Linguaggi D’Arte”, recentemente esposta a Venezia a Palazzo Zenobio con la partecipazione degli artisti: Giuseppe Ciccia,  Giò Coppola, Massimo De Angelis (Demas), Claudio Morucci e Cesare Bozzini.
“Rappresentano un intreccio di linguaggi, apparentemente agli antipodi – sottolinea il curatore Silvio Merlani - ma in verità, pur passando dall’artista figurativo a quello astratto, si percepisce un filo rosso che rimanda a poetiche comuni”.

Questi gli artisti coinvolti, di cui viene riportata una recensione: Giuseppe Ciccia, fiorentino è presentato in catalogo da uno scritto di Daniela Pronesti, la quale scrive di lui, tra l’altro: …”La sintesi degli elementi, ottenuta mediante una pulitura della tavolozza, limitata al nero e ai colori primari, indica che è in atto una riduzione volta ad astrarre dalla precedente esuberanza una visione più composta”; Di Giò Coppola, pittore napoletano, dice Michele Greco : …”Ogni traccia che lui ha lasciato, è un segno intuibile di un suo per corso irreale, teso a tracciare quelle parabole della vita che, spartendo dalla realtà, si sospende nell’evasione del pensiero per tornare ancora alla realtà stessa”; Cesare Bozzini, di Ischia di Castro è difficile da inquadrare , il suo carattere è misto di fascino e mistero, di punte aguzze e linee morbide, così come le sue opere. Dice di lui Alfonso Talotta: “Il suo istinto non è solo azione, spontaneità e immediatezza, ma a volte anche ponderazione, tempo e riflessione”; l’artista viterbese, Demas viene presentato in catalogo da uno scritto di Vittorio Apperti: “Il gesto è sempre sostenuto da un’urgenza la cui motivazione però sfugge: quei marinai arrampicati sugli alberi dei velieri che fendono le onde, quei cavalli, inscindibilmente legati nel nostro immaginario ai lunghi spostamenti, non hanno a portata di vista alcuna meta”; Claudio Morucci, anche lui  viterbese dopo aver frequentato l’Istituto d’arte ed essersi laureato in sociologia alla facoltà della Sapienza, ha collaborato nel settore dell’arte cinematografica , per il film Amarcord di Fellini, occupandosi di scenografia, continuando la sua esperienza a Los Angeles. Diverse sono state le mostre a cui ha partecipato sia in Italia che all’estero, Ginevra e New York sono fra le più  rappresentative. La sua arte, definita materica dai critici, lo impegna da sempre in questa direzione, infatti egli ritiene che la soggettività artistica è insostituibile in qualsiasi società.

La mostra rimarrà aperta fino al 14 luglio, nella galleria di via Ghigi 11, tutti i giorni dalle 17 alle 20, infoline 0761 300035 - 327 4404226.

Le esposizioni sono patrocinate dal Comune di  Viterbo e dall’organizzazione Caffeina Cultura 2012.